Confraternite

122Le Confraternite ieri: le Confraternite ebbero origine nel ‘400 ed erano composte da fedeli che si riunivano in associazioni spontanee per condurre in comune una vita religiosa; la loro spiritualità era tipicamente medievale, tutta rivolta all’esistenza ultraterrena e quindi all’impegno per evitare il peccato, vivere in grazia di Dio e compiere opere buone per ottenere il perdono divino e la salvezza finale. Per questo le Confraternite si lasciarono coinvolgere in attività sociali, politiche e culturali svolgendo ruoli di particolare importanza, specialmente nei ricorrenti periodi di crisi: istituivano e gestivano ospedali, orfanotrofi e scuole, accoglievano orfani e vedove, davano asilo ai perseguitati, aiutavano i bisognosi, combattevano le eresie, assistevano i malati e i condannati, seppellivano i morti.

Fu così anche per Montecosaro con le Confraternite della Madonna della Misericordia e della Morte, e all’inizio del ‘500 quelle del SS. Sacramento e della Croce Santa.

Il Concilio di Trento ribadì, contro Lutero, l’importanza di coniugare opere e fede per ottenere la salvezza eterna e le Confraternite s’impegnarono nel sociale con rinnovato vigore e così fiorirono un po’ ovunque opere pie per l’assistenza materiale ed economica alle persone più povere.

A Montecosaro sorsero le Confraternite del SS. Crocifisso e, nella chiesa di S. Agostino, quelle del SS. Rosario e della Madonna del Soccorso; anche qui alcune cominciarono ad offrire alle comunità il nuovo e vitale servizio dei Monti frumentari che, come dice il nome, custodivano in appositi magazzini una scorta di grano per far fronte alle ricorrenti carestie e assicurare comunque la semina per l’anno successivo. Nel 1580 c’è notizia del Monte frumentario della Confraternita di S. Rocco, costituita con il trasferimento nel 1544 della Confraternita della Madonna della Misericordia nella chiesa di S. Rocco, forse anche al fine di disporre di un magazzino adatto per raccogliere e distribuire il grano; nel ‘600 si dotò di un proprio magazzino anche la Confraternita della Morte.

Nel secolo successivo sorsero le Confraternite delle Anime Sante e dell’Addolorata mentre all’inizio dell’800 si costituì, nella chiesa di S. Agostino, quella della Consolazione o Cintura, che di fatto era la nuova denominazione della Confraternita della Madonna del Soccorso. La Confraternita del SS. Sacramento nel 1780 incorporò quella delle Anime Sante, cambiando il nome in Confraternita del SS. Sacramento e del Suffragio, e si trasferì nella nuova chiesa delle Anime Sante, dove tuttora ha sede; pure S. Rocco continua ad essere la sede della Confraternita della Madonna della Misericordia.

Le Confraternite oggi: come si vede delle antiche Confraternite sopravvive una parte significativa della loro storia ed i nuovi confratelli sono chiamati ad interpretarne in chiave moderna lo spirito evangelico che le animava, come ci esorta il papa:

“Come non ricordare subito l’importanza e l’influsso che le Confraternite hanno esercitato nelle comunità cristiane d’Italia sin dai primi secoli dello scorso millennio? Molte di esse, suscitate da persone piene di zelo, sono presto diventate aggregazione di fedeli laici dediti a porre in luce alcuni tratti della religiosità popolare legati alla vita di Gesù Cristo, specialmente la sua passione, morte e resurrezione, alla devozione verso la Vergine Maria ed i Santi, unendo quasi sempre opere di misericordia e solidarietà.

Le Confraternite non sono però semplici società di mutuo soccorso oppure associazioni filantropiche, ma un insieme di fratelli che, volendo vivere il Vangelo nella consapevolezza di essere parte viva della Chiesa, si propongono di mettere in pratica il comandamento dell’amore, che spinge ad aprire il cuore verso gli altri, particolarmente a chi si trova in difficoltà.

“Le carità – ho scritto nell’Enciclica Deus caritas est – non è per la Chiesa una specie di attività di assistenza sociale che si potrebbe anche lasciare ad altri, ma appartiene alla sua natura, è espressione irrinunciabile della sua stessa esistenza”. Per comunicare ai fratelli la tenerezza provvidente del Padre Celeste è, tuttavia, necessario attingere alla sorgente, che è Dio stesso, grazie a soste prolungate di preghiera, al costante ascolto della sua Parola e ad un’esistenza tutta centrata nel Signore ed alimentata dai Sacramenti, specialmente nell’Eucarestia.

Nella stagione di grandi cambiamenti che stiamo attraversando, la chiesa in Italia ha bisogno anche di voi, cari amici, per far giungere l’annuncio del Vangelo della carità a tutti, percorrendo vie antiche e nuove”.
(Benedetto XVI nell’udienza del 10.11.2007)

Carlo Castignani

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