Chiesa S. Rocco

2015-11-08-11-23-11Situata alle porte del borgo, questa piccola Chiesa venne edificata nel 1447 per sciogliere un voto dei montecosaresi colpiti da una grave pestilenza. Nel 1576 venne abbellita con i magnifici affreschi del catino e dell’arco absidale, attribuiti a Simone de Magistris da Caldarola. Agli inizi dell’Ottocento incorporò i due altari laterali, provenienti dalla chiesa di S. Maria del Monte appena demolita. La sagrestia ed il grazioso campanile a vela vennero infine edificati nel 1887. La chiesa è a pianta ottagonale, con soffitto a capriate sostenuto da una possente colonna centrale. La visita dell’intemo può iniziare dalla pala con la Vocazione di S. Matteo, attribuita a Simone de Magistris ma risultante dall’unione di due distinte tavole. Nella lunetta è raffigurata una Madonna con Bambino di pittore ignoto dei primi decenni del ‘600; sotto si profilano invece le figure di S. Matteo e del Cristo, seguiti da apostoli espressivi e ricchi di gestualità. Vediamo scorrere Pietro, Andrea con la croce del suo martirio in spalla ed il volto imberbe di S.Giovanni, rivolto a quello che con ogni probabilità è S. Giacomo. Segue l’altare laterale destro che ospita una statua lignea di S. Rocco ed una pittura murale in cui sono raffigurati la Madonna, S. Rocco e S. Lucia.

Arriviamo così agli importanti affreschi del catino absidale, col borgo di Montecosaro sotto la protezione di S. Rocco, di S. Sebastiano e della Madonna della Misericordia, anch’essi attribuiti a Simone de Magistris. All’interno di un’unica rappresentazione, egli racchiude tre importanti simboli di devozione popolare: l’Assunta, qui raffigurata come Madre di Misericordia; S. Sebastiano, invocato da secoli contro la peste e l’emergente figura di S. Rocco. La scena è allietata in alto da sei angioletti festanti e chiusa in basso da uno scorcio della Montecosaro della seconda metà del ‘500. Nella comice che delimita il complesso pittorico, compaiono oggetti che alludono alla liturgia: la mitria, il calice, la navetta e l’incensiere. Proseguendo verso sinistra, notiamo una tela con S. Ignazio nell’atto di presentare la regola gesuitica. A breve distanza segue l’altare dedicato a S. Antonio, ripreso in una tela settecentesca mentre reca in braccio il Gesù Bambino. La visita si conclude con lo stendardo della Confraternita della Divina Misericordia, posto a ridosso del portale d’ingresso e dipinto nel 1835 da Giuseppe Dominici di S. Paolo di Jesi.

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