Vaso da notte

Il vaso da notte, o pitale o orinale o urinale o cantero, era un contenitore a forma di ciotola, a volte con manico e coperchio, strumento indispensabile per i nostri nonni, per non dover uscire di fuori (nell’orto, nel giardino, nel campo) nel freddo della notte, per espletare gli urgenti bisogni, vista l’assenza di toilette all’interno delle abitazioni. Per questo motivo era un oggetto di tutto rispetto, con modelli per tutti i gusti e per tutte le tasche.

Logicamente il vaso da notte più usato era di semplice fattura, realizzato in terracotta porcellanata, completamente bianco o al massimo decorato con una semplice righina azzurra. Quelli più “preziosi” erano invece un inno all’eleganza e alla raffinatezza, decorati con ghirlande, fiori o con disegni propri del decò italiano. Alcuni venivano venduti in un set coordinato, comprensivo di brocca e bacinella.

Il vaso generalmente veniva riposto sotto il letto. Alcuni lo riponevano dentro un mobiletto, oggi ricercatissimo dagli antiquari, la “colonnetta”. Antesignano del comodino, era un armadietto stretto e lungo, dotato di uno sportello, nel quale, più che riposto, veniva nascosto il vaso da notte. Nella sua parte superiore era dotato di un cassetto e il suo ripiano era solitamente fatto di marmo.

Al mattino il vaso veniva svuotato (nei posti più opportuni, fossi, fiume, mare….), lavato e nuovamente nascosto. La mansione era tipicamente femminile.

Nei paesi dove non esistevano luoghi idonei per lo scarico, esisteva un servizio di svuotamento, con un carro-botte trainato da un asinello che passava tra i vicoli.