Verdicchio di Matelica

La componente di base è l’uva Verdicchio, alla quale possono essere aggiunti altri vitigni a bacca bianca, raccomandati o autorizzati nella zona di produzione. Il sapore è asciutto, armonico con retrogusto gradevolmente amarognolo. Il Verdicchio di Matelica si produce in un ristretto lembo di terra che interessa le province di Macerata e Ancona. In totale otto comuni: 6 della provincia di di Macerata e 2 di quella di Ancona. Territori ricchi di storia e di tradizioni, segnalate anche dalla presenza di torri e castelli. Il tratto di altipiano noto come “sinclinale camerte” è l’unica zona della penisola, al di fuori dei castelli di Jesi, dove il vitigno conserva le sue particolari caratteristiche. Questo verdicchio ha anch’esso una lunga tradizione e documenti d’epoca rivelano che è sempre stato molto apprezzato. Lo sposalizio d’elezione di questo vino è con i piatti di pesce della cucina marchigiana. E’ un vino che va bevuto giovane, e invecchiato per la tipologia “Riserva”. Quattro le tipologie previste: Verdicchio di Matelica, “Spumante”, “Riserva”, “Passito”.

Vitigni
Si ottiene con uve del vitigno Verdicchio, per un minimo dell’ 85%. Possono concorrere alla produzione di questo vino anche uve provenienti dai vitigni a bacca bianca, purchè in misura non superiore al 15%.

Età ottimale
La tipologia Verdicchio di Matelica va gustata giovane (possibilmente entro i primi due anni). Il “Riserva”deve avere un invecchiamento di 24 mesi, di cui 4 di annaffiamento in bottiglia. Il “Passito”si può consumare solo dal 1° dicembre dell’anno successivo.

Calice e servizio
Il Verdicchio di Matelica esprime la raffinata fragranza in un calice a tulipano sottilissimo, liscio, incolore, con stelo alto, ad una temperatura di 10°-12°C. Va servito a 8° circa per aperitivo.

Caratteri organolettici
Aspetto: Paglierino tenue con riflessi verdognoli. Tende al dorato con la maturazione, volge all’ambrato nel “Passito”.
Profumo: Fragranza fresca e resistente di frutta, non completamente matura, fiori degli altipiani di prato, di sottobosco. Nel “Passito”diventa etereo e intenso.
Gusto: Secco, morbido e suadente al primo impatto, volge al fresco con delicata fragranza amara e pseudotermico calore. Ripropone emanazioni fruttato-floreali molto fresche, fini, eleganti. Armonico e vellutato nel “Passito”.
Grad. Alcolica: Complessiva minima 11, 5° C. “Riserva”: 12,5°C, “Passito”: 15°C minimo.
Acidita’ totale: 5 per mille minimo (4 per mille nel “Passito”).
Estratto secco: minimo 16 per mille (18 per il “Riserva” e 19 per il “Passito”).

Abbinamento con cibi
Si tratta di un vino dai molteplici accostamenti anche se raggiunge i livelli più elevati con i piatti di pesce. Ottimo con antipasti crudi (molluschi bivalvi di varia specie evitando quelli a gusto fosfo-iodico), con pesci dalle carni saporite, e salsate, primi piatti di pesce; lasagne di mare, risotti di mare. Quando è più maturo si abbina perfettamente con la sogliola dell’Adriatico e con lo stoccafisso all’anconetana. Il profumo persistente e fragrante, l’armonia delle componenti, gli consentono numerosissimi altri abbinamenti: con prosciutto di Carpegna, ciavuscolo, salame di Fabriano, coppa di testa saporita e fragrante di spezie, carni bianche.

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