Rosso Piceno

E’ il vino più diffuso delle Marche: il suo comprensorio geografico racchiude una vastissima fascia collinare – litoreanea di tre province (Ancona, Macerata e Ascoli Piceno). Sono escluse le aree di produzione del Rosso Conero e Rosso Piceno Superiore. Un vino quindi delle terre degli antichi Piceni i quali raggiunsero, con questo “nettare degli Dei”, già allora, alti livelli di quantità e qualità. Molte infatti sono le lodi che gli antichi autori fanno dei vini piceni. Polibio, nel descrivere il passaggio di Annibale nel Piceno, dice che con quei vecchi vini il condottiero rinfrancò e curò gli uomini e i cavalli (“opulenta fertili provincia exercitum alebat veteribus vinis, quarum permagna est copia, pedes equorum abluens”). Il Rosso Piceno va dal Cesano al Tronto ed è solo dopo aver attraversato il 43° grado di latitudine, che si trasforma in “Superiore”. Il vino presenta un carattere ben definito anche se sono riscontrabili diversità strutturali imputabili alla estensione del territorio in senso latitudinale e per situazioni pedoclimatiche diverse.

Vitigni
Alla mescolanza di uve dei Vitigni Sangiovese (minimo 60%) e Montepulciano (40% al massimo), sono nell’interno di integrare il profumo, ottenere maturazione e morbidezza in tempi brevi.

Età ottimale
Va bevuto giovane: tra il primo e secondo anno. Si può conservare, a seconda delle annate e delle zone, fino tre anni e oltre. Un moderato invecchiamento in botti di rovere ed un affinamento in bottiglia esaltano le sue doti naturali.

Calice e servizio
Calice di media ampiezza. incolore, liscio sottilissimo, e stelo lungo, per cogliere gli odori di fruttato del vino pronto a 16°C. Più sferico e rastremato verso l’alto per non diperdere i profumi e gli aromi più sottili, sviluppati nel processo di maturazione, percepibili con massimo gradimento a 18-20°C.

Caratteri organolettici
Aspetto: Rosso rubino con sfumature violacee che si attenuano nel corso dell’anno. La manutenzione vivacizza il colore rubino e, al terzo anno, tende all’aranciato.
Profumo: Vinoso-fruttato che evolve al fruttato-floreale, all’etereo.
Gusto: Secco, sapido, giustamente tannico, di corpo. La maturazione conferisce morbidezza, maggiore equilibrio, arrichimento di profumi sottili e fini. La persistenza gustativa ricorda sapori di frutti (prugne, carrube), fiori rossi appassiti, radice di liquerizia.
Grad. Alcolica: Complessiva minima 11,5 °C.
Acidità totale: Dal 5,5 all’8 per mille.
Estratto secco: Dal 21 al 27 per mille.

Abbinamento con cibi
Graditi risultano gli accostamenti a minestre, calde o tiepide, notevoli nella struttura e per le componenti delle salse (fagioli, ceci, lenticchie, minestrone, polente, paste fresche farcite, ecc.). Si accosta bene con salumi crudi e cotti (salame di Fabriano, ciavuscolo, cotechino, ecc.). Ottimo con secondi piatti di maiale, manzo e bassa corte in tegame con salsa rossa, uccelletti in salmì, con carni aromatiche tenere e grasse (agnello e capretto), con arrosti a fuoco diretto, spiedo o casseruola ( maiale, tacchino, ecc.). Per le sue spiccate caratteristiche, soprattutto se giovane, si sposa bene con zuppe di pesce con pomodori e peperoni rossi e verdi, con fritture di pesci con profumo aroma e struttura notevoli (triglie, alici, sardine, molluschi cefalopodi), con pesci arrostiti sulle braci (sardine, alici, sgombri, ecc.).

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