Marcellini Romolo

Montecosaro, 6 ottobre 1910 – Civitanova Marche, 3 giugno 1999 (regista)

Uomo colto ed eclettico, regista impegnato soprattutto nel genere documentario, Romolo Marcellini ha attraversato, con la sua opera, il periodo più importante della nostra cinematografia, dai primi anni Trenta fino alla soglia degli anni Ottanta. Piuttosto varia la sua produzione che spazia dal documentario di guerra al cinema religioso, da quello sportivo a quello di denuncia, da quello “esotico” a quello di fiction, realizzando poi una serie di rarissimi “corti” che hanno come soggetto l’arte, il mare, l’urbanistica ed il paesaggio, per un totale di circa settanta titoli.

Laureato in Scienze economiche con una tesi di argomento cinematografico, giornalista ed ex ufficiale d’aviazione, esordisce nel cinema scrivendo il soggetto di Stadio (1934) di Carlo Campogalliani. Ha 27 anni quando dirige il suo primo film in Africa, Sentinelle di bronzo(coppa del Ministero dell’Africa Orientale al Festival di Venezia del 1937), dove si è recato per realizzare alcuni documentari e dove è aiuto regista nel film Scipione l’Africano, di Carmine Gallone. Di Sentinelle di bronzo Marcellini disse: «Mi onora moltissimo l’aver realizzato questo film che, secondo alcuni, è stato il primo film neorealista italiano […] gli attori più straordinari erano quelli che avevo preso nella boscaglia somala […] avevano un’ingenuità e insieme una sapienza che spesso troviamo solamente nei grandi attori». Dal 1937 al 1942 gira una lunga serie di documentari bellici sull’intervento del regime fascista nella guerra di Spagna, sul modello dei cinegiornali americani, per divulgare le imprese eroiche dei volontari italiani che combattono a fianco dei Franchisti.

Per alcuni critici e colleghi, Romolo Marcellini è stato un grande regista di mestiere con una sensibilità all’epica, un regista partito dal cinema fascista, come molti altri, che ha dato della guerra un’insolita lettura avventurosa, con acrobatiche e spettacolari riprese aeree girate in prima persona durante le rischiose incursioni nei principali campi di battaglia. Tra i titoli più noti: Pastor Angelicus (1942) documentario su Papa Pio XII, Guerra alla guerra (1946), Il Tesoro di Rommel (1955), La Grande Olimpiade (1960) documentario sulla XVII Olimpiade del 1960 tenutasi a Roma, premio d’oro al Festival di Mosca e nomination agli Oscar come miglior documentario nel 1962, Le Orientali (1960), Russia sotto inchiesta (1963), Tabù I (1963) e Tabù II (1965).

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