Alfredo de Pappì

Alfredo e Bruno

Di lui me ne parlava qualche volta Bruno, il suo amico preferito. Sempre in modo positivo, ne esaltava le qualità artistiche. Io veramente, Alfredo, lo conoscevo poco ma, il suo fare esuberante eppure discreto, mi aveva convinto a “collaudare” tra noi una possibile collaborazione. Il nostro primo incontro ufficiale avvenne nella cantina di zia “Milia” dove, nell’inverno del ’95 il “Duo Sfasano” (Bruno e Alfredo) incise i brani “E’ Mondecò” e “Lo porto a Citanò”, sigle della commedia “Roba da matti”. In quell’occasione, Alfredo, volle ricordare Sesto “Castò”, da poco scomparso, con la lettura di una soave poesia. Quella sera mi resi conto delle sue poliedriche doti che, oltre ad una bellissima voce, lasciavano intravedere una naturale predisposizione alla recitazione, sia comica che drammatica.

 

Da allora in poi fu un susseguirsi di eventi nei quali la sua presenza, per me, era diventata fondamentale. Dalla prima presentazione del calendario “Ottembre” dei personaggi montecosaresi, al “Tributo a Giancarlo” fino a “Bruno di noi”. Quelli furono momenti di intensa suggestione emotiva per l’improvvisa perdita di due compagni di viaggio, anche loro “Hombres de la cancon”. Passarono alcuni anni difficili nei quali, Alfredo, mi chiese gentilmente di lasciarlo per un po’ chiuso nel suo dolore. Per la festa di un Natale successivo, oltre agli auguri, mi spedì una poesia dedicata all’indimenticabile Bruno, apparsogli una notte in sogno. E’ una delle memorie che conservo con più affetto. Eccola:

Amico mio nobile e vero
a te rivolgo il mio pensiero.

Sai ben che ho l’animo infranto,
non so più quante volte ho pianto.

Ma ora grazie a te mi son calmato,
quando in sogno sei venuto ed insieme abbiam parlato.

Seduti sotto un albero di quercia
mi palpitava il cor, ma ti guardavo in faccia.

Emanavi una luce risplendente
ed intorno a te c’era molta gente.

Tu in mezzo a questi,
rincuorandomi dicesti:
“Amico qua è un po’ diverso,
ma se non fosse per il dolore vostro potrei star ben lo stesso;
vedendovi soffrire non posso riposare ,
alla mia assenza vi dovete abituare.

La morte, amico, è come una corriera,
ti porta nella luce dove non esiste sera;

chi guida il mezzo è il fatal destino,
esso non avverte…veloce e repentino.

Ma tu non ti crucciare nel pensiero,
ridi e ricordati com’ero!”

Un’altra sua peculiare caratteristica, era proprio questa lirica sensibilità di descrivere in modo toccante una profonda commozione evocativa. I nostri contatti ripresero diverso tempo dopo, quando pensai a lui come interprete della brillante commedia “Due dozzine di rose scarlatte” e, subito dopo per presentare “Questa è Bella, piccola storia di una grande orchestra”. Qui è nato il binomio, idealmente inscindibile, di due grandi attori montecosaresi: Alfredo Canuti e Lucia Boschi. Esperienze rivissute insieme nella promozione di “Quando la banda passo'” e nel punto massimo della loro bravura interpretativa raggiunto nella drammatica rappresentazione teatrale di “La nemica”.

Sono davvero orgoglioso di aver ammirato da vicino un vero “animale” del palcoscenico, un fantastico “mattatore” di gran lunga superiore a tanta banale mediocrità che ci circonda. La sua è una vocazione spontaneamente innata, non di certo prefabbricata in studio. E’ puro talento naturale che, ogni volta, ci emoziona come un “Piccolo fiore”.

Paolo Marinozzi – Museo Cinema a Pennello

2 Trackbacks to “Alfredo de Pappì”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: