Archive for ‘– Le note di Carlo’

14 novembre 2017

Carlo Castignani: Avevano vent’anni

Di recente è stata celebrata la ricorrenza del 4 novembre in memoria dei caduti, particolarmente quelli della Grande Guerra, terminata 99 anni fa, ed ora ci stiamo avviando verso la ricorrenza centenaria. Tutti i comuni ricordano i loro nomi con apposite lapidi, che a volte scorriamo un po’ distrattamente ma se li conoscessimo un po’ scopriremmo quale debito di riconoscenza abbiamo nei loro confronti. Anzitutto erano dei giovani, la maggioranza non aveva 25 anni, ma la classe più colpita fu quella dei ventenni, vittime non ancora maggiorenni; ma, come si vede dal grafico dei morti nei quattro anni di guerra, non mancavano anche dei giovanissimi di 19 o 18 anni, i famosi “Ragazzi del ’99”, mandati al fronte dopo la rotta di Caporetto dell’ottobre 1917.

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25 agosto 2016

Il secolare senso dell’accoglienza degli abitanti di Pescara del Tronto

Pe1Purtroppo la piccola frazione di Pescara del Tronto, 743 m sul livello del mare, conta molti morti perché gran parte delle case sono crollate, come si può vedere dalla foto confrontata con una precedente dove al centro compare la piccola chiesa di S. Croce con il suo campanile, che ora sono scomparsi, mentre ha resistito l’edificio con 9 finestre, sulla destra. La chiesa era un monumento dei secoli passati, conservava una preziosa croce astile del XII secolo e probabilmente era templare: testimonianza viva del secolare senso dell’accoglienza di queste semplici popolazioni alle falde del Monte Vettore.

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25 marzo 2016

I veleni del basso bacino del Chienti

StudioChientiSENTIERI-001Molto interessante il video realizzato da Mauro Torresi, inserito nel profilo YouTube dell’IFG (Istituto per la Formazione al giornalismo di Urbino) e linkato ieri all’interno di un articolo nel blog Montecorriere, con riferimenti pertinenti ad un serio studio epidemiologico nazionale tra cui una illuminate scheda sulla grave situazione del basso bacino del Chienti; di sfuggita c’è anche l’accenno ad un articolo di stampa del 1995, molto interessante da rileggere oggi, alla luce anche del dissesto di Banca Marche: gli accusati sono sempre al di sopra di ogni sospetto, con operai ed ex che naturalmente non si erano accorti di niente, a parte un ex dipendente che invece aveva visto bene, chiaramente un teste scarsamente attendibile per lor signori.

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14 ottobre 2014

Antiche campane di Montecosaro

ParticolareAnnunziataDopo aver letto, grazie a Paolo Marinozzi, alcune vicende del campanone di piazza forse a qualcuno è venuta la curiosità di conoscere un po’ meglio altre campane del nostro paese, e così oggi parliamo di due vecchie campane che per fortuna sono scampate alla requisizione bellica ordinata nel maggio 1942. La più antica è quella dell’Annunziata fusa a coronamento dei profondi lavori di ristrutturazione della chiesa, culminata con il mirabile ciclo di affreschi del 1447 nel catino absidale; sulla datazione s’innesta una piccola storia che merita di essere raccontata parlandoci di due sacerdoti vulcanici che non si fermavano di fronte alle difficoltà, don Enrico Venturini e don Mauro Natali.

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10 settembre 2014

Gli alberi della scuola elementare di viale della Vittoria

Scuolanel 2013In occasione della prossima festa degli alberi proporrei di mettere a dimora 5 tigli sul gradone davanti alla scuola elementare di viale della Vittoria: si tratta di essenze a sviluppo abbastanza rapido e nel giro di alcuni anni potrebbero ombreggiare sia la scuola che il viale, avvolgendoli di intenso profumo nel periodo della fioritura. Sono piante a foglia caduca per cui da novembre a marzo lascerebbero passare luce e sole a beneficio della scuola, e quando la loro chioma diventasse eccessiva potrebbero essere potati a dovere senza snaturarli, a differenza degli attuali lecci che evidentemente sono troppo folti e addossati alla scuola e per giunta, essendo a foglia perenne, oscurano il sole anche nei periodi invernali.

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24 aprile 2014

Archivio storico comunale di Montecosaro

Uscite1494Dopo anni di permanenza in tre container, a causa del restauro del palazzo comunale, ora è ospitato sopra la Farmacia comunale; contiene preziosi documenti delle vicende di Montecosaro a partire dal 1446 ma da oltre 10 anni è inaccessibile, mentre in passato è stato frequentato da eminenti personaggi di cultura, come Febo Allevi, Giuseppe Avarucci, Pio Cartechini, Rossano Cicconi, Pietro Diletti, Delio Pacini ed altri ancora, oltre che da studenti universitari per lo sviluppo di tesi sul territorio montecosarese.

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10 febbraio 2014

Polo scolastico e area archeologica

Scuola7lug2013La frequentazione pre-protostorica resa certa nei territori limitrofi è documentata per Montecosaro da una punta di lancia in selce rossastra rinvenuta in una località ignota nella seconda metà del XIX secolo, e da una punta di freccia in selce bianca rinvenuta nei recenti scavi in località Cavallino ed ancora in corso di studio. Recentemente (dicembre 2011), durante gli sbancamenti per la realizzazione del nuovo polo scolastico in contrada Cavallino … lungo il fosso Pontigliano, sono venute alla luce tracce di strutture antiche ed un’estesa area cimiteriale (Lo scavo, che ha seguito i danni arrecati al momento della scoperta, è stato limitato alle aree di sedime della scuola, delle strade e dei parcheggi).

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18 dicembre 2013

….e continuarono a chiamarla “Santa Maria a Pie’ di Chienti”

Un manifesto comunale riporta il programma delle manifestazioni natalizie a Montecosaro ma, per un vezzo duro a morire, s’ingarbuglia un po’ parlando di Santa Maria a Piè di Chienti, che sabato 21 ospiterà il concerto di Natale organizzato dalla parrocchia SS. Annunziata. Per un estraneo, e forse anche per qualche Montecosarese, potrebbe sorgere il dubbio che c’è un’altra chiesa, oltre a quella parrocchiale, e rimanere incerto su dove recarsi; se poi chiedesse di Santa Maria a Piè di Chienti a qualche passante non è escluso che potrebbe finire a Santa Maria Apparente, come già successo in passato.

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23 dicembre 2012

Le confraternite montecosaresi

122Le Confraternite ieri: le Confraternite ebbero origine nel ‘400 ed erano composte da fedeli che si riunivano in associazioni spontanee per condurre in comune una vita religiosa; la loro spiritualità era tipicamente medievale, tutta rivolta all’esistenza ultraterrena e quindi all’impegno per evitare il peccato, vivere in grazia di Dio e compiere opere buone per ottenere il perdono divino e la salvezza finale. Per questo le Confraternite si lasciarono coinvolgere in attività sociali, politiche e culturali svolgendo ruoli di particolare importanza, specialmente nei ricorrenti periodi di crisi: istituivano e gestivano ospedali, orfanotrofi e scuole, accoglievano orfani e vedove, davano asilo ai perseguitati, aiutavano i bisognosi, combattevano le eresie, assistevano i malati e i condannati, seppellivano i morti.

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18 settembre 2012

Chiamiamola semplicemente Chiesa dell’Annunziata

La Chiesa dell’Annunziata per noi e per le generazioni passate è semplicemente l’Annunziata, e tutti sanno di cosa parliamo, per cui usiamo questo nome senza timore e con la certezza che saremo sempre molto chiari ed anche sintetici. Come esempio mi permetto di riproporre in parte l’articolo con cui di recente si commentava l’ordinazione sacerdotale di padre Lorenzo Pantanetti, con due piccole variazioni:

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