Oggi avrebbe compiuto 102 anni il grande Sesto Bruscantini, civitanovese di origini montecosaresi

Ricorre oggi il 102° anniversario della nascita del grande cantante lirico (per le precisione basso-baritono) Sesto Bruscantini. Nato il 10 dicembre 1919 a Civitanova Marche, ma con origini montecosaresi (sia la famiglia paterna, che quella materna dei Pallotta). A Montecosaro ha anche effettuato dei concerti (soprattutto all’interno del Settembre Musicale Montecosarese) e cantato in celebrazioni liturgiche.


Sesto Bruscantini fin dall’infanzia manifestò il proprio talento teatrale e musicale. Pur conseguendo la laurea in legge, deluse le speranze del padre avvocato e, incoraggiato da successi in piccoli concerti, complice uno zio melomane, proseguì gli studi musicali, debuttando nel 1946 a Civitanova Marche come Colline ne “La bohème”. Nello stesso anno fece una felice audizione in casa di Beniamino Gigli, che ne confermò il registro di basso.

Perfezionatosi in seguito al Conservatorio Santa Cecilia, nel 1947 vinse il “Torneo per giovani cantanti lirici” indetto dalla neonata RAI, con la quale iniziò un periodo di intensa collaborazione. Il debutto scaligero del marzo 1949 ne Il matrimonio segreto sancì definitivamente l’avvio di una carriera quarantennale.

Iniziò l’attività internazionale al Festival di Glyndebourne nel 1951, imponendosi subito come raffinato interprete mozartiano e rivestendo successivamente i panni di un gran numero di celebri personaggi del repertorio comico sette-ottocentesco. Partecipò a spettacoli di portata storica: uno per tutti, la prima rappresentazione in epoca contemporanea del “Turco in Italia” il 22 ottobre 1950 al Teatro Argentina di Roma, direttore Gianandrea Gavazzeni, con Maria Callas e Mariano Stabile. A partire dagli anni sessanta si distinse anche nel repertorio di marca belcantistica e drammatica.

Una voce estremamente duttile e una presenza scenica straordinaria, unite a grande classe e compostezza, hanno sempre caratterizzato Bruscantini, permettendogli di percorrere in pratica l’intero arco storico della musica vocale, da “Il combattimento di Tancredi e Clorinda” di Claudio Monteverdi del 1624, alla modernità dell'”Oedipus rex” di Igor Stravinskij, passando attraverso le Cantate bachiane e la musica da concerto di più varia estrazione, rendendo la sua esperienza artistica pressoché unica nella storia dell’interpretazione lirica.

 

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