Approvato il Decreto Super Green Pass: ecco le novità

Nel tentativo di arginare la curva di contagi in costante salita, il Consiglio dei Ministri ha appena approvato il nuovo decreto Super Green Pass. Le misure entreranno in vigore dal 6 dicembre fino al 15 gennaio, con possibilità di proroga. Niente più tamponi antigenici rapidi o molecolari per entrare nei luoghi di svago e di lavoro, ma solo vaccini o guarigione dall’infezione avvenuta. La stretta sarà anche sull’obbligo vaccinale: dal 15 dicembre la misura riguarderà docenti, amministrativi sanitari e forze di polizia. Anche la terza dose diventerà obbligatoria per tutti gli operatori della sanità e verrà allargata dal 1° dicembre a tutti gli over 18. Alberghi, stadi, trasporti e discoteche poi saranno soggetti all’utilizzo del pass sanitario per tutta la stagione invernale. Ecco nel dettaglio qui di seguito i punti essenziali del nuovo decreto Super Green pass.

Super green pass: i luoghi vietati ai non vaccinati

Viene creato il super green pass: la certificazione Covid, cioè, viene riconosciuta solo ed esclusivamente ai vaccinati e ai guariti dal Covid da meno di 6 mesi. Il tampone non basterà dunque più per avere il green pass. Il certificato verde “rafforzato” servirà in particolare per accedere a ristoranti, palestre e spogliatoi, cinema, teatri, bar, stadi, discoteche e in generale dove si tengono spettacoli, feste e cerimonie. Anche in zona bianca. Di conseguenza, dal 6 dicembre chi non si è sottoposto al vaccino non potrà più accedere a questi luoghi, a prescindere dai colori della Regione in cui si trova.

Green pass normale con tampone

Il tampone negativo rimane invece sufficiente per ottenere il green pass per andare al lavoro e viaggiare su treni ad alta velocità e aerei. La novità, tuttavia, è la stretta sui trasporti locali. Fino ad oggi per salire su bus, metro, tram e treni regionali non era necessario avere il green pass: dal 6 dicembre scatta invece l’obbligo. Sarà possibile ottenere il green pass per i mezzi pubblici anche solo con tampone, sia rapido che molecolare. Altra novità, anticipata e confermata, è che diventa obbligatorio il green pass normale anche per soggiornare in albergo. Finora per dormire in hotel non era richiesto, a meno che non si utilizzasse anche la sala ristorante che però doveva essere aperta anche alle persone esterne. Dal 6 dicembre, passaporto Covid anche per pensioni e alberghi dunque.

Durata green pass

Come anticipato, la durata del green pass passa da 12 a 9 mesi.

Durata tamponi

Nessuna novità invece per la validità dei tamponi. Restano invariate le tipologie e la durata dei test anti-Covid. Rimane di 72 ore la validità del tampone molecolare e di 48 per il rapido.

Obbligo vaccinale

Altra importante novità è che il nuovo decreto Covid introduce anche l’obbligo vaccinale per nuove categorie. L’obbligo finora era previsto solo per il personale sanitario e delle Rsa, cper cui ora scatta l’obbligo della terza dose. Il vaccino dal 6 dicembre è assolutamente necessario anche per personale amministrativo della sanità, insegnanti e personale Ata, forze dell’ordine e di soccorso. In caso di mancata vaccinazione per queste categorie, esattamente come per le altre per cui vige l’obbligo, scatterà la sospensione dal lavoro. L’atto di accertamento dell’inadempimento, si legge nella bozza del decreto, determina l’immediata la sospensione dal diritto di svolgere l’attività lavorativa, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per il periodo di sospensione, non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati. La sospensione è efficace fino alla comunicazione da parte dell’interessato al datore di lavoro dell’avvio e del successivo completamento del ciclo vaccinale primario o della somministrazione della dose di richiamo.

Mascherina

A differenza di quanto ventilato nelle ultime ore, non viene introdotto l’obbligo di mascherina all’aperto in zona bianca. I dispositivi di protezione restano obbligatori in zona bianca solo al chiuso, e nulla cambia per le zone gialle, arancioni e rosse, dove è obbligatoria sempre. Sempre obbligatorio comunque in tutte le zone portarla con sé e indossarla in caso di potenziali assembramenti o affollamenti. Queste norme possono essere rafforzate da ordinanze regionali e provvedimenti comunali: è ad esempio il caso di Milano, dove la mascherina sarà obbligatoria all’aperto in centro storico a partire da questo fine settimana.

Terza dose vaccino

Si allarga la platea per la terza dose di vaccino. A partire dal 1° dicembre la cosiddetta dose booster, attualmente disponibile per gli over 40, sarà resa disponibile per tutti gli over 18. Resta naturalmente il criterio per cui devono essere trascorsi 5 mesi (non più 6) dalla seconda dose.

Sistema colori delle Regioni

Resta in vigore il sistema dei colori per le Regioni, con la possibilità confermata per gli amministratori locali di decidere anche eventuali lockdown circoscritti a livello territoriale, come accaduto in questi giorni ad esempio nella Provincia autonoma di Bolzano e in altri territori.

Controlli

Entro 3 giorni dall’entrata in vigore del decreto legge, i prefetti sentiranno i Comitati provinciali ordine e sicurezza, ed entro 5 giorni adotteranno il nuovo piano di controlli. I Comitati dovranno relazionare settimanalmente alla ministra dell’Interno Lamorgese sui piani d’azione che hanno deciso di attuare, coinvolgendo tutte le forze dell’ordine comprese le polizie municipali. “Verranno mobilitate in maniera totale”, ha sottolineato Draghi. Oltre alle novità introdotte, il nuovo decreto ribadisce norme fondamentali già in vigore. La mascherina resta obbligatoria negli spazi interni, ma non all’aperto. Questo, come già stabilito in precedenza, varrà però solo per la zona bianca. In arancione e rossa il dispositivo anti Covid andrà indossato anche all’aperto. In tutte le zone rimane sempre obbligatorio portarla con sé e indossarla in caso di potenziali assembramenti o affollamenti.

A seguire l’intero Decreto Legge:


CAPO I
Obblighi vaccinali
ART. 1
(Obblighi vaccinali)

1. Al decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo l’articolo 3-bis è inserito il seguente:

“ART. 3-ter
(Adempimento dell’obbligo vaccinale)

1. L’adempimento dell’obbligo vaccinale previsto per la prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2 comprende la somministrazione della dose di richiamo successiva al ciclo vaccinale primario di cui all’articolo 9, commi 2, lettere a) e c-bis), e 3, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87.”;
b) l’articolo 4 è sostituito dal seguente:

“ART. 4
(Obblighi vaccinali per gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario)

1. Al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione delle prestazioni di cura e assistenza, in attuazione del piano di cui all’articolo 1, comma 457 della legge 30 dicembre 2020, n. 178, gli esercenti le professioni sanitarie, per la prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2 sono obbligati a sottoporsi a vaccinazione gratuita, comprensiva, a far data dal 15 dicembre 2021, della somministrazione della dose di richiamo del ciclo vaccinale primario, nel rispetto delle indicazioni e dei termini previsti con circolare del Ministero della salute. La vaccinazione costituisce requisito essenziale per l’esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative dei soggetti obbligati. La vaccinazione è somministrata altresì nel rispetto delle indicazioni fornite dalle regioni e dalle province autonome in conformità alle previsioni contenute nel predetto piano.
2. Solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale, nel rispetto delle circolari del Ministero della salute in materia di esenzione dalla vaccinazione anti-Covid- 19, non sussiste l’obbligo di cui al comma 1 e la vaccinazione può essere omessa o differita.
3. Gli Ordini degli esercenti le professioni sanitarie, per il tramite delle rispettive Federazioni nazionali, che a tal fine operano in qualità di responsabili del trattamento dei dati personali, avvalendosi della Piattaforma nazionale digital green certificate (Piattaforma nazionale-DGC) eseguono immediatamente la verifica automatizzata del possesso delle certificazioni verdi COVID-19 comprovanti lo stato di avvenuta vaccinazione anti SARS-CoV-2, secondo le modalità definite con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all’articolo 9, comma 10, del decreto legge 22 aprile 2021, n. 52. Qualora dalla Piattaforma nazionale-DGC non risulti l’effettuazione della vaccinazione anti Sars-Cov-2, anche con riferimento alla dose di richiamo successiva al ciclo vaccinale primario, nelle modalità stabilite nella circolare di cui al comma 1, l’Ordine professionale territorialmente competente invita l’interessato a produrre, entro cinque giorni dalla ricezione della richiesta, la documentazione comprovante l’effettuazione della vaccinazione o l’omissione o il differimento della stessa ai sensi del comma 2, ovvero la presentazione della richiesta di vaccinazione da eseguirsi entro un termine non superiore a 20 giorni dall’invito o comunque l’insussistenza dei presupposti per l’obbligo vaccinale di cui al comma 1.
4. Decorso il termine di cinque giorni di cui al comma 3, qualora l’Ordine professionale accerti il mancato adempimento dell’obbligo vaccinale, anche con riguardo alla dose di richiamo, ne dà comunicazione alle Federazioni nazionali competenti e, per il personale che abbia un rapporto di lavoro dipendente anche al datore di lavoro. L’ inosservanza degli obblighi di comunicazione di cui al primo periodo da parte degli Ordini professionali verso le Federazioni nazionali rileva ai fini e per gli effetti dell’articolo 4 del decreto legislativo del Capo Provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233. L’atto di accertamento dell’inadempimento dell’obbligo vaccinale è adottato da parte dell’Ordine territoriale competente, all’esito della verifica di cui al comma 3, ha natura dichiarativa, non disciplinare, determina l’immediata sospensione dall’esercizio delle professioni sanitarie ed è annotato nel relativo Albo professionale.
5. La sospensione è efficace fino alla comunicazione da parte dell’interessato all’Ordine territoriale competente e, per il personale che abbia un rapporto di lavoro dipendente anche al datore di lavoro, del completamento del ciclo vaccinale primario e, per i professionisti che hanno completato il ciclo vaccinale primario, della somministrazione della dose di richiamo e comunque non oltre il termine di sei mesi dalla entrata in vigore del presente decreto. Per il periodo di sospensione non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato.
6. Per i professionisti sanitari che si iscrivono per la prima volta agli albi degli Ordini professionali territoriali l’adempimento dell’obbligo vaccinale è requisito ai fini dell’iscrizione.
7. Per il periodo in cui la vaccinazione di cui al comma 1 è omessa o differita, il datore di lavoro adibisce i soggetti di cui al comma 2 a mansioni anche diverse, senza decurtazione della retribuzione, in modo da evitare il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2.
8. Per il medesimo periodo di cui al comma 7, al fine di contenere il rischio di contagio, nell’esercizio dell’attività libero-professionale, i soggetti di cui al comma 2 adottano le misure di prevenzione igienico-sanitarie indicate dallo specifico protocollo di sicurezza adottato con decreto del Ministro della salute, di concerto con i Ministri della giustizia e del lavoro e delle politiche sociali, entro il 15
dicembre 2021.
9. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.”; c) All’articolo 4-bis, sono apportate le seguenti modifiche:

  • 1) al comma 1, le parole: “al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza” sono soppresse;
  • 2) al comma 3, le parole da “con decreto del Presidente del consiglio” a “dati personali” sono sostituite dalle seguenti: “con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all’art. 9 comma 10 del decreto legge 22 aprile 2021, n. 52”;
  • 3) il comma 4, è sostituito dal seguente: “4. Ai lavoratori di cui al comma 1, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 4-ter, commi 2, 3 e 4.”;

ART. 2
(Estensione dell’obbligo vaccinale)

1. Dopo l’articolo 4-bis del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76, è inserito il seguente:

“ART. 4-ter
(Obbligo vaccinale per il personale della scuola, del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico e delle strutture di cui all’articolo 8-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502)

1. Dal 15 dicembre 2021, l’obbligo vaccinale di cui all’articolo 3-ter, si applica anche alle seguenti categorie di personale:

  • a) al personale scolastico del sistema nazionale di istruzione, delle scuole non paritarie, dei servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, dei centri provinciali per l’istruzione degli adulti, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale, dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore;
  • b) al personale del comparto della difesa, sicurezza e soccorso pubblico;
  • c) al personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa nelle strutture di cui all’articolo 8-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, ad esclusione dei contratti esterni, fermo restando quanto previsto dagli articoli 4 e 4-bis.

2. I dirigenti scolastici e i responsabili delle istituzioni di cui al comma 1, lettera a), i responsabili delle strutture in cui presta servizio il personale dei comparti di cui al comma 1, lettera b), nonché i responsabili delle strutture di cui al comma 1, lettera c), assicurano il rispetto dell’obbligo di cui al comma 1. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 4, comma 2 e 7.
3. I soggetti di cui al comma 2 verificano l’adempimento del predetto obbligo vaccinale acquisendole informazioni necessarie anche secondo le modalità definite con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 9, comma 10, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87. Nei casi in cui non risulta l’effettuazione della vaccinazione anti SARS-CoV-2 o la presentazione della richiesta di vaccinazione nelle modalità stabilite nell’ambito della campagna vaccinale in atto, i soggetti di cui al comma 2 invitano, senza indugio, l’interessato a produrre, entro cinque giorni dalla ricezione dell’invito, la documentazione comprovante l’effettuazione della vaccinazione o il differimento o l’esenzione della stessa ai sensi dell’articolo 4, comma 2, ovvero la presentazione della richiesta di da eseguirsi in un termine non superiore a venti giorni dall’invito, o comunque l’insussistenza dei presupposti per l’obbligo vaccinale di cui al comma 1. In caso di presentazione di documentazione attestante la richiesta di vaccinazione, i soggetti di cui al comma 2 invitano l’interessato a trasmettere immediatamente e comunque non oltre tre giorni dalla somministrazione, la certificazione attestante l’adempimento all’obbligo vaccinale. In caso di mancata presentazione della documentazione di cui al terzo e quarto periodo i soggetti di cui al comma 2 accertano l’inosservanza dell’obbligo vaccinale e ne danno immediata comunicazione scritta all’interessato. L’atto di accertamento dell’inadempimento determina l’immediata la sospensione dal diritto di svolgere l’attività lavorativa, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per il periodo di sospensione, non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque
denominati. La sospensione è efficace fino alla comunicazione da parte dell’interessato al datore di lavoro dell’avvio e del successivo completamento del ciclo vaccinale primario o della somministrazione della dose di richiamo, entro i termini previsti dall’articolo 9, comma 3 del decreto-legge n. 52 del 2021, e comunque non oltre sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
4. La violazione delle disposizioni di cui al comma 2 è sanzionata ai sensi dell’articolo 4, commi 1 e 5, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 2, comma 2-bis, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74. La sanzione è irrogata dal
prefetto e si applicano, per quanto non stabilito dal presente comma, le disposizioni delle sezioni I e II del capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689, in quanto compatibili.”.

CAPO II
Impiego delle certificazioni verdi COVID-19

ART. 3
(Durata delle certificazioni verdi COVID-19)

1. All’articolo 9 del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 2, lettera a), le parole “al termine del prescritto ciclo” sono sostituite dalle seguenti: “al termine del ciclo vaccinale primario o della somministrazione della relativa dose di richiamo”;
b) al comma 3:
1) al primo periodo, le parole “dodici mesi a far data dal completamento del ciclo vaccinale” sono sostituite dalle seguenti “nove mesi a far data dal completamento del ciclo vaccinale primario” e le parole “prescritto ciclo” sono sostituite dalle seguenti “predetto ciclo;
2) dopo il primo periodo, è aggiunto il seguente: “In caso di somministrazione della dose di richiamo successivo al ciclo vaccinale primario, la certificazione verde COVID-19 ha una validità di nove mesi a far data dalla medesima somministrazione.”;
c) al comma 4-bis le parole “dodici mesi” sono sostituite dalle seguenti: “nove mesi”.

ART. 4
(Estensione dell’impiego delle certificazioni verdi COVID-19)

1. Al decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 6, comma 3, le parole “È comunque interdetto l’uso di spogliatoi se non diversamente stabilito dalle linee guida di cui al primo periodo” sono soppresse;
b) all’articolo 9-bis, comma 1:
1) alla lettera a) le parole “, ad eccezione dei servizi di ristorazione all’interno di alberghi e di altre strutture ricettive riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati” sono soppresse;
2) dopo la lettera a) è inserita la seguente: “a-bis) alberghi e strutture ricettive;
3) alla lettera d), dopo le parole: “limitatamente alle attività al chiuso” sono inserite le seguenti: “, nonché spazi adibiti a spogliatoi e docce, con esclusione dell’obbligo di certificazione per gli accompagnatori delle persone non autosufficienti in ragione dell’età o di disabilità;”;
c) all’articolo 9-quater:

  • 1) al comma 1, lettera c), del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, dopo le parole “di tipo” sono inserite le seguenti: “regionale, a eccezione di quelli espletati esclusivamente all’interno del medesimo territorio comunale o della città metropolitana, interregionale,”;
  • 2) al comma 3 è inserito il seguente: “Per il trasporto ferroviario regionale le predette verifiche
    possono essere svolte secondo modalità a campione.”.

ART. 5
(Impiego delle certificazioni verdi COVID-19 di avvenuta vaccinazione o di avvenuta guarigione)

1. All’articolo 9-bis del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 2 dopo le parole “per le singole zone” sono aggiunte le seguenti: “salvo quanto previsto al comma 2-bis”;
b) dopo il comma 2 è inserito il seguente: “2-bis. Nelle zone gialla e arancione, la fruizione dei servizi, lo svolgimento delle attività e degli spostamenti, limitati o sospesi ai sensi della normativa vigente, sono consentiti esclusivamente ai soggetti in possesso di una delle certificazioni verdi COVID-19 di cui all’articolo 9, comma 2, lettere a), b) e c-bis), nel rispetto della disciplina della zona bianca. Ai servizi di ristorazione di cui al comma 1, lettera a), nelle predette zone, si applica il presente comma ad eccezione dei servizi di ristorazione all’interno di alberghi e di altre strutture ricettive riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati e delle mense e catering continuativo su base contrattuale, ai quali si applicano le disposizioni di cui al comma 1.”;
c) al comma 4, le parole “al comma 1” sono sostituite dalle seguenti: “ai commi 1 e 2-bis” e le
parole “comma 1” sono sostituite dalle seguenti: “commi 1 e 2-bis”

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a decorrere dal 29 novembre 2021. Fino al 5
dicembre 2021 è consentito la verifica del possesso delle certificazioni verdi COVID-19 in formato
cartaceo nelle more di quanto previsto dall’articolo 6, comma 2.

ART. 6
(Disposizioni transitorie)

1. Dal 6 dicembre 2021 al 31 gennaio 2022, nelle regioni e nelle province autonome di Trento e di Bolzano, i cui territori si collocano in zona bianca, lo svolgimento delle attività e la fruizione dei servizi, per i quali in zona gialla sono previsti limitazioni sono consentiti esclusivamente ai soggetti in possesso delle certificazioni verdi COVID-19 di cui all’articolo 9, comma 2, lettere a), b) e c-bis), del decreto-legge n. 52 del 2021, nel rispetto della disciplina della zona bianca. Nei servizi di cui al primo periodo sono compresi quelli di ristorazione a eccezione di quelli all’interno di alberghi e di altre strutture ricettive riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati e delle mense e catering continuativo su base contrattuale, ai quali si applicano le disposizioni di cui al comma 1 del predetto articolo 9.
2. Nelle more della modifica del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 giugno 2021, adottato ai sensi dell’articolo 9, comma 10, del decreto legge 22 aprile 2021, n. 52, sono autorizzati gli interventi di adeguamento necessari a consentire la verifica del possesso delle sole certificazioni verdi COVID-19 di cui all’articolo 9, comma 2, lettere a), b) e c-bis) del decreto legge 22 aprile 2021, n. 52.

CAPO III
Controlli e campagne pubblicitarie

ART.7
(Controlli relativi al rispetto delle disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19)

1. Il Prefetto territorialmente competente, entro cinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sentito, entro tre giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, adotta un piano per l’effettuazione costante di controlli, anche a campione, avvalendosi delle forze di polizia e del personale dei corpi di polizia municipale munito della qualifica di agente di pubblica sicurezza, in modo da garantire il rispetto del possesso delle certificazioni di cui all’articolo 9 del decreto-legge n. 52 del 2021. Il Prefetto trasmette al Ministro dell’interno una relazione settimanale dei controlli effettuati nell’ambito territoriale di competenza.

ART.8
(Campagna promozionale)

1. Al fine di promuovere un più elevato livello di copertura vaccinale, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri elabora un piano per garantire i più ampi spazi sui mezzi di comunicazione di massa per campagne di informazione, formazione e sensibilizzazione sulla vaccinazione anti-Sars-CoV-2. All’attuazione del presente comma, si provvede nei limiti delle risorse iscritte nel bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri e destinate alle suddette finalità.

ART.9
(Misure urgenti in materia di controlli radiometrici)

1. Il termine per l’adozione del decreto di cui all’articolo 72, comma 3, del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, è fissato al 31 dicembre 2021. Nelle more dell’adozione del decreto di cui al periodo precedente continua a trovare applicazione la disciplina di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 1 giugno 2011, n. 100, e si applica l’articolo 7 dell’allegato XIX al citato decreto legislativo
n. 101 del 2020.

ART. 10
(Entrata in vigore)

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta Ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

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