Una cerimonia che ha toccato i cuori dei montecosaresi

Una cerimonia come quella di domenica 7 novembre a Montecosaro non si ricordava dagli anni ’60. Grazie alla scrupolosa organizzazione della locale Associazione Nazionale Combattenti e Reduci “Luigi Torresi”, al Centro Studi Montecosaresi e all’Amministrazione Comunale, in quella fredda mattinata di novembre, sono stati raggruppati tre significativi momenti: Onore ai caduti di tutte le guerre e alle Forze Armate, onore ai resti del soldato rientrato dopo 79 anni, inaugurazione targa liberazione Montecosaro.

Si è iniziato con la deposizione di due corone d’alloro sul monumento ai caduti di Montecosaro Scalo da parte del sindaco e del presidente dell’ANCR, alla presenza del parroco don Lauro Marinelli, delle autorità civili, militari e della cittadinanza.

In paese, invece, all’altezza di porta S. Lucia si è formato un corteo con in testa una camionetta militare con sopra una cassettina avvolta dal tricolore, contenente i resti del militare Pio Castignani morto in Sicilia nel 1943 a seguito di un’incursione aerea. A seguire il locale corpo bandistico “Gioventù dell’Annunziata”, quindi il sindaco Reano Malaisi, il presidente dell’ANCR Albino Mataloni, il colonnello Claudio Brunetto comandate esercito Regione Marche, il maresciallo comandante della locale stazione dei Carabinieri Andrea D’Orazio, la comandante della polizia municipale Giorgia Cilla il presidente del Centro Studi Montecosaresi Fabrizio Quattrini, il centenario combattente nell’ultimo conflitto mondiale Luigi Gobbi, il presidente del Sacrario di Macerata Mario Barbera Borroni, la rappresentante dell’associazione italo polacca “Nuova delle Marche” Anna Traczewska, i rappresentanti dei plessi scolastici, quelli dell’associazione Carabinieri in congedo guidati da Silvano Almonti, degli alpini, dei bersaglieri, dei paracadutisti e dell’Accademia di Oplologia e Militaria di Ancona.

Il corteo, sfilando per via XX Settembre addobbata con festanti bandiere tricolori esposte alle finestre dalle famiglie, è giunto in piazza Trieste dove ad attenderlo, oltre ad un folto pubblico, c’erano i famigliari di Pio Castignani. Forte è stata l’emozione quando il picchetto militare giunto da Ascoli, sull’attenti ha reso gli onori al soldato al grido “Onore al caduto Pio Castignani”.

Gli squilli della tromba di Federico Perugini hanno fatto scendere un silenzio da brividi su tutta la piazza. Un soldato del picchetto ha prelevato la cassettina dalla camionetta ed è entrato in chiesa dove ad attenderla c’era il parroco don Andrea Bezzini per la celebrazione della santa Messa.

Due bambini hanno poi deposto un elmetto ed un garofano sul simulacro. Semplice e stata la cerimonia così come richiesto dai famigliari. Gli squilli di tromba, il suono dell’organo a canne, l’elmetto, il garofano rosso, il gonfalone del comune, i gagliardetti e i vessilli delle varie associazioni, la preghiera del soldato ecc., hanno fatto da coronamento a questa commovente celebrazione.

Al termine, il militare incaricato ha riconsegnato al nipote omonimo Pio Castignani la cassettina che è stata poi trasportata con la stessa camionetta dinanzi alla lapide dei caduti, dove anche qui sono state depositate due corone d’alloro.

Dopo il discorso di rito del presidente Mataloni, e del colonnello comandante dell’Esercito nelle Marche, è stata la volta del prof. Marco Iommi che ha ricostruito le vicende storiche del nostro paese nel 1944 e sottolineato il forte contributo dato dalle truppe polacche per la sua liberazione e quanto grande siano state le perdite subite da questo popolo per liberare l’Italia dalle truppe naziste. La rappresentante dell’associazione italo polacca Anna Traczewska, dopo aver scoperto la lapide insieme al presidente del Centro Studi Montecosaresi Fabrizio Quattrini ed ascoltato sull’attenti l’inno nazionale polacco, ha ringraziato i presenti per la toccante cerimonia e sottolineato le cose che uniscono i nostri due popoli a partire dagli inni nazionali.

Forse non tutti sanno che i due affreschi ai lati dell’altare della chiesa Collegiata, sono stati offerti dai saldati polacchi presenti a Montecosaro e che nella chiesa delle Anime c’è una settecentesca tela nella quale è raffigurato San Stanislao patrono della Polonia.

Fin da subito sono giunte le congratulazioni per la toccante cerimonia mentre altre stanno giungendo tramite social. Per concludere sentiamo il dovere di ringraziare con tutto il cuore l’Amministrazione comunale per la sensibilità e il sostegno dimostrato ma anche quelli che in silenzio e con umiltà hanno dato il loro contributo per una nobile causa come Marcello Giusepponi per l’allestimento della chiesa, Paolo Scipioni della piazza, il tecnico audio Nazzareno Bartolini, i fotografi Marcello Tramandoni, Michele Capozucca e Franco Natali, Lorenzo Quattrini per il servizio video, Vittorio Capozucca e quanti sono intervenuti.

Il primo augurio che tutti noi facciamo, è che il 29 giugno possa essere sempre ricordato annualmente con una cerimonia, come il giorno della liberazione di Montecosaro da parte delle truppe polacche e magari con iniziative collaterali di sensibilizzazione e approfondimento rivolte ai giovani.

Il secondo augurio è che il 4 novembre diventi per tutti momento di riflessione sulla storia del nostro paese per capire e saper apprezzare il sacrificio compito dai tanti soldati che con il sangue versato hanno contribuito a costruire un’Italia giusta, libera e democratica.

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