L’allevamento dei bachi da seta a Montecosaro

Oltre alle attività di carattere artigianale e commerciale, già da fine ‘800 molte famiglie montecosaresi erano dedite all’allevamento dei bachi da seta. Pur essendo un’attività di carattere stagionale, costituiva comunque una risorsa che permetteva di guadagnare qualcosa in più per vivere. In Paese gestivano questo settore Pallotta Gaetano e Perugini Luigi (sor Gigio).

L’allevamento consisteva nel far schiudere le piccole uova in ambienti riscaldati. Una volta che le larve avevano raggiunto una certa dimensione, venivano distribuite alle famiglie che ne avrebbero poi curato la successiva crescita, cibandole con le foglie di gelso (moro). I bozzoli ottenuti dall’allevamento dei bachi venivano prima raccolti e poi venduti a delle industrie marchigiane per ricavarne la seta. I bachi da seta, nella forma dialettale, venivano chiamati dai montecosaresi “vaci da seta”.

Ringraziamo il sig. Giovanni Vallesi per averci concesso di pubblicare questa rarissima foto dei primi ‘900, nella quale si vedono delle donne di Montecosaro intente nell’allevamento e lavorazione dei bachi. In piedi Maria Peroni (1900-1935).

Centro Studi Montecosaresi

2 commenti

  1. La terza signora a sinistra sapete come si chiamava? Chiedo questo perché somiglia molto a mia nonna paterna di cui conservo una foto di quando era giovane. Comunque grazie per questi bei ricordi.

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