Carlo Perugini, campione di motociclismo di origini montecosaresi degli anni settanta

I mitici anni Settanta partoriranno, oltre a chitarre e capelloni, due grandissimi campioni: Franco Uncini (civitanovese di nascita, recanatese di adozione) e Carlo Perugini (nato a Recanati, ma di origini montecosaresi). Due ragazzi, amici e coetanei, con la stessa passione per le due ruote. Le gomme dei loro motorini hanno lasciato segni profondi e incancellabili nella memoria dei giovani di allora. Soprattutto sull’asfalto delle strade recanatesi – da palazzo Bello alla strada dei Pali – scritte indelebili come i titoli conquistati in carriera.

Carletto (così lo chiamavamo tutti a Montecosaro) dopo le prime scorribande giovanili, cominciò a fare sul serio, gareggiando a livelli nazionali con la moto Laverda, grazie al sostegno di amici e sponsor recanatesi. Con questa moto – preparata da Mario Ciamberlani, suo meccanico di fiducia, che seguirà anche Franco Uncini – debuttò a Misano nel 1974. Nello stesso anno cadde, fratturandosi la clavicola, rimanendo fuori per alcune gare. Tornò a correre con la Laverda ufficiale, venendo poi ingaggiato dalla Ducati del team Spaggiari, con la quale ottenne subito la prima vittoria. Nel 1975 partecipò alla 1.000 chilometri di Mugello e alla 24 ore di Les Mans. L’anno successivo, per soli due punti, non riuscì a vincere il campionato italiano Junior in sella alla Suzuki del team Life.

Nei Seniores arrivò quarto alle spalle di Agostini, Ferrari e Cereghini. Nel campionato Junior del 1977 vinse a Vallelunga e a Misano, classificandosi secondo nella generale. Passato definitivamente nei Seniores, ha potuto correre assieme a Lucchinelli e Lansivuori per il team Life Racing di Alberto Pagani. Intanto, ha avuto modo di vincere in coppia con Ferrari su Ducati, la 4 ore di Misano. Finalmente riuscirà a debuttare ad Hockenhaim in classe 500, disputando con la Suzuku il primo dei suoi ventuno gran premi mondiali. Ma sarà il servizio di leva a tenerlo lontano dalle piste per più di una stagione.

Finalmente nel 1979 arrivò il primo successo importante, ovvero la conquista del titolo italiano classe 500 davanti a Pellettier ed Uncini. Il successivo sarà un anno denso di soddisfazioni per Perugini, risultando nella classifica mondiale all’undicesimo posto dietro “mostri sacri” come Roberts, Mamola, Lucchinelli, Uncini, Rossi (Graziano, il papà di Valentino), Cecotto, Hartog, Crosby, Middelburg e Katayama.

Per battere l’agguerrita concorrenza delle case giapponesi – Yamaha e Honda – ci voleva ben altro della sua pur dignitosa Sansevero. A poco valsero i pur ammirevoli sforzi degli amici e sponsor recanatesi, come la Elgam di Fred Mengoni.

Poi una banale caduta sul circuito di Imola, metterà fine al sogno del nostro Carletto, costretto a lasciare le corse, ma non certo la passione per le due ruote. Quelle che sfrecciavano, testa a testa, con l’amico Franco, in quell’interminabile rettilineo prima del cavalcavia dell’autostrada…

Tratto dal libro “Un salto, un volo, un tuffo… al passato” di Paolo Marinozzi – Centro del Collezionismo

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