I complessi musicali montecosaresi degli anni ’60

Negli anni ’60 esplose il fenomeno dei complessi musicali. Il primo gruppo montecosarese si chiamava I Sovrani con Roberto Orioli voce e chitarra solista, Silvano Cesanelli (detto Duilio) al basso, Mario Capponi (Titti) alla chitarra accompagnamento, Angelo Sagripanti alla pianola e Sandro Consorte alla batteria. Il loro repertorio era pincipalmente composto da brani melodici riarrangiati modernamente. Grazie all’intraprendenza manageriale di Silvio Consorte, I Sovrani accompagnarono diversi cantanti nei vari festival e riuscirono a spuntare qualche contratto nei primi locali da ballo dell’epoca.

Gli stessi componenti orchestrali, alcuni anni dopo, cambiarono il loro nome in Le Ore e come figli dei fiori si presentarono al pubblico con le variopinte camicie portate dal Pakistan da padre Vittorio Polidori, breve barlume di luce sulla nostra gioventù subito oscurato dalla “Santa inquisizione” locale.

Altro gruppo importante nella nostra storia musicale è stato sicuramente quello de I Kappa che, per un certo periodo, è risultato il punto di riferimento dei giovani montecosaresi. Con il leader carismatico Saverio Comodo, voce e chitarra solista, suonavano Giancarlo Regnicoli (California) cantante e chitarra accompagnamento, Fabrizio Quattrini (sostituito poi da Antonio Illuminati) alle tastiere, Giuseppe Perugini al basso e Giuseppe Ricciotti alla batteria.

Il loro impresario, nonché trombettista, era il maestro Franco Venanzetti che li guidò con competenza e professionalità nei vari teatri e dancing della provincia. Come divisa portavano una maglia aderente di colore bianco con una K cucita sul petto a ricordare quella carta, tirata a sorte, che ha dato la loro identità. Tecnico del suono del complesso era Roberto Angeletti e autista Giovanni Angeletti. I Kappa poi confluirono nel nuovo gruppo denominato Le Nuove Sensazioni dove però della vecchia guardia erano rimasti soltanto Saverio Comodo e Giuseppe Ricciotti.

A distanza di quasi trent’anni, in una calda serata estiva del 1998, I Kappa tornarono a suonare ancora una volta insieme. Ci furono momenti di intensa partecipazione “nel cuore e nell’anima” dei giovani “sessantottini” che, per una sera, hanno rivissuto particolari sensazioni del tipo “tu chiamale se vuoi, emozioni“.

A parte questi storici pionieri, come formazioni musicali, negli anni successivi sono fioriti numerosi complessi. Cerchiamo di elencarli con una certa precisione: I Crazy Boys con Bruno Scipioni, Giancarlo Regnicoli, Guerrino Beato, Paolo Muzi, Francesco Peroni, Giorgio Quattrini, con Alfredo Canuti e Ennio Brucantini come cantanti; The Kaos Band di Paolo Muzi, Francesco Peroni, Roberto Perugini, Alberto Maurizi, Nazzareno Storani, Fabio Bruscantini; Los Hombres de la Cançon con Nazzareno Garbuglia, Bruno Scipioni, Luca Pizzuti, Giancarlo Regnicoli, Diego Paparello, Stefano Pesaresi e Alfredo Canuti; Midnight Love con Alberto Maurizi, Ivan Perugini, Fabio Bruscantini, Sergio Villareal e Cristiano Zucchini; la Flashbank di Alberto Maurizi, Marco Benedetto, Diego Paparello, Francesco Peroni e la voce di Luisa Grassetti.


Vedi tutti i RACCONTI MONTECOSARESI DAGLI ANNI ’60 IN POI


Tratto dal libro “Per un pugno di coriandoli” di Paolo Marinozzi – Centro del collezionismo

I Sovrani negli anni sessanta
I Kappa nella reunion del 1998

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