Peppetto, facci un gol!

Tra i tanti giovani che in tutti questi anni sono scesi in campo per dare un calcio all’amato pallone, almeno uno poteva forse diventare campione. Lo dicono tutti i ragazzi che hanno avuto la fortuna di giocarci assieme e di vederlo in azione. Trattava la palla come solo un genio della pelota sa fare: il suo nome è Giuseppe Canuti, per tutti semplicemente Peppetto.

Nemmeno un sudamericano sapeva, come lui, dare del tu a quel “mondo rotondo” che accarezzava dolcemente, pennellando lanci sublimi a disegnare parabole impossibili. Ogni sua giocata era un’opera d’arte, un capolavoro creato con la naturale spontaneità di un bambino. Al quale riesce tutto perché lo fa istintivamente, fuori da schemi mentali, tattiche di gioco o tanto meno allenamenti. A tal proposito, essendo “allergico” ai ritiri pre-partita e non abituato ai provini, andava in escandescenza quando veniva convocato -come diceva lui – “pe’ ‘ste cazzate!“. Lo disse apertamente ad Alberto Prenna, calciatore ed allenatore della Maceratese, al quale era stato segnalato dal nostro compaesano Bruno Bruscantini (el Gringo).

Durante una selezione dei migliori calciatori della provincia, accompagnato dall’amico Fabio Cingolani, Peppetto, si presentò in piena estate con una vecchia tuta di lana pesante… Dopo aver eseguito tutti gli esercizi a modo suo (“che vole ìmparà a me come sejiocaa pallò?“) cominciò a far impazzire i pur esperti difensori della prima squadra. Poi passò all’addestramentodei tiri in porta dove, tra i pali, c’era il portiere titolare Antonio Gabban il quale, dopo un quarto d’ora da incubo, decise di ritirarsi in anticipo negli spogliatoi.

Era successo che il “nostro”, incurante di chi avesse davanti, non aveva fatto altro che provocarlo “bombardandolo” con i suoi tiri esplosivi e sbeffeggiandolo con ciniche “palombelle”. Degne compagne delle celebri “foglie morte” di Mariolino Corso, idolo della grande Inter, sua squadra del cuore. Più o meno lo stesso “trattamento” era riservato al mister delle giovanili civitanovesi, Mariano Ciccarelli, fratello del più famoso Giovanni (lo Moro). Qui doveva svolgere la preparazione, fortemente sostenuta dal suo primo fan, Giuliano Moroncini, che contribuiva con alcune mance per i biglietti del pullman utilizzato, però, solo all’andata, perché al ritorno Peppe, dopo aver gustato una bella pizza ad un buon gelato, si infilava “clandestinamente” in fondo alla corriera con l’imbarazzante complicità dell’autista Mario Capozucca che, ogni volta, chiudeva un occhio. Ecco, forse, il perché Peppetto abbia fatto più… corriera che carriera! Anche se questo, per il nostro campione, risultava essere l’ultimo dei pensieri.

Infatti, coerentemente con la sua filosofia di vita, preferiva restare libero nei suoi gesti naturali e fedele alle scelte ideali. Come un bizzarro puledro che non è voluto diventare cavallo di razza perché amava correre nelle verdi praterie piuttosto che in piste di terra battuta.

Nemmeno i vari tentativi di presidenti o manager sono riusciti a “corrompere” il suo ingenuo candore sensibile, tutt’al più, a qualche limitato gettone di presenza abbinato, semmai, alla sua performance realizzativa. Era nato per questo, per segnare reti inimmaginabili con tiri inenarrabili. Tutti i tifosi gli chiedevano entusiasti: “Dai Peppe, facci un gol“. Lui, senza scomporsi minimamente, rispondeva: “Si, quanti ne volete?“. Lo diceva seriamente, non da spaccone, perché per lui fare gol era come bere un sorso d’acqua: la cosa più naturale del mondo. Per questo facevano a gara ad ingaggiarlo “a peso di gol”.

Oltre alla nascente U.S. Montecosaro del presidente Mariotti, anche tutti i paesi vicini se lo contendevano, a cominciare da Morrovalle dove il presidente Luigi Properzi stravedeva per lui. Tanto da accettare sfide con premi partita, come in quella famosa domenica di fine campionato quando si giocavano la matematica salvezza. Lo stesso giorno, Peppe, essendo stato invitato al matrimonio del suo amico Marco Iosi, era all’affannosa ricerca di una bustarella da regalare al “promosso sposo”.

Dopo aver rifiutato il troppo facile prestito di Fabio Cingolani, si inventò una provocatoria proposta al suo presidente che doveva sborsare centomila lire per i due gol che lui avrebbe segnato nel primo tempo, perché poi sarebbe uscito… per andare allo sposalizio! Properzi, più per disperazione che per convinzione, accettò la richiesta sedendosi in panchina ad aspettare il miracolo…

La partita-spareggio giocata con l’Urbisaglia iniziò alle 10:30 e già, dopo soli cinque minuti, Peppe aveva realizzato il primo gol con un colpo di testa, da posizione impossibile, rincorrendo un pallone da un lungo cross destinato in calcio d’angolo. Intanto trascorrevano i minuti ed il premio stava per svanire, come la salvezza della squadra. Ma Peppetto è uomo di parola e allo scadere, mancavano si e no cinque minuti alla fine, eccolo segnare il secondo. Non un gol… una magia! C’era stato un lancio da dietro, con la difesa avversaria un po’ sbilanciata. Anticipando il rinvio, piombò come un falco sul pallone, scartando il primo, un tunnel al secondo, con un acrobatico colpo di tacco fece passare la palla sopra l’ultimo difensore e, con un fantastico pallonetto, riuscì a scavalcare l’attonito portiere. Un gioco di prestigio, la missione era compiuta. Nell’euforia generale, come se niente fosse successo, chiese il cambio alla panchina e, dopo essere passato alla cassa, andò a festeggiare il “secondo tempo” a pranzo con gli amici che brindarono felici all’ennesima impresa.

Tratto dal libro “Un salto, un volo, un tuffo… al passato” di Paolo Marinozzi (2013) – Centro del Collezionismo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.