“Il grande Fausto” a Monteco’

Era il maggio del 1993 quando presentammo al Centro del Collezionismo “La settimana biancoceleste“, rievocazione sportiva delle imprese leggendarie di Fausto Coppi, con una mostra, varie iniziative ed ospiti importanti.

L’eco di questa riuscitissima e molto partecipata manifestazione arrivò lontano, tanto da far muovere la Rai che, in pieno svolgimento del Giro d’Italia, mi invitò come organizzatore della mostra, insieme a Piero Coppi e Michele Gismondi. Nell’occasione fummo accompagnati da Gianni Centioni per essere ospitati nella trasmissione Quelli del Giro che, sul tipo del Processo alla tappa, commentava con interviste e filmati l’esito della gara.

Era condotta da Oliviero Beha, con il parere tecnico di Adriano De Zan e Vittorio Adorni. Tra gli ospiti c’era anche Stefano Trillocco, il campione di Lascia o raddoppia? con il quale ci eravamo già conosciuti a Montecosaro. Noi portammo i nostri cimeli – maglie, caschetto, scarpine – di Fausto Coppi. Il destino volle che nello studio televisivo fosse stato invitato il regista Alberto Sironi che si stava apprestando, proprio in quei giorni, ad iniziare le riprese del film Il grande Fausto. I famosi casi della vita… Infatti, quell’incontro casuale determinò un cambio di rotta nella programmazione delle riprese cinematografiche.

Sironi, affascinato dalla suggestiva “memorabilia” di oggetti, si autoinvitò per una visita alla mostra già dalla settimana successiva. Mi disse che, avendo fatto il militare con un commilitone di Pievebovigliana, un paesino dell’alto maceratese, sarebbe andato a trovarlo per poi venire da noi. Così fu: la prima domenica di luglio si presentò all’ora di pranzo con la troupe al completo. Fortuna volle che la premurosa Valeria avesse preparato le nostre specialità : vincisgrassi al forno e pollastro arrosto… Quel giorno a tavola fu girato il primo ciak! Le iniziali intenzioni che prevedevano un film girato prevalentemente nei paesi dell’Est Europa fu ribaltato e in gran parte venne ripreso nelle Marche.12

I primi provini iniziarono negli studi di Cinecittà a settembre. Fu li che incontrai i vari protagonisti del film: Sergio Castellitto (Fausto Coppi), Ornella Muti (Giulia Occhini, la “dama bianca”), Bruno Ganz (Biagio Cavanna, il massaggiatore), Evelyne Bouix (Bruna Coppi, la prima moglie), Simone De La Brosse (Serse Coppi), Massimo Ceccherini (Livio Coppi), Mario Andrei (Gino Bartali). Non ero solo, con me venne l’esperto di ciclismo Alessandro Panci, con il quale portammo le maglie originali di Coppi che Castellitto indossò con una certa emozione.

Panci venne incaricato alla preparazione delle schede tecniche di tutte le divise e biciclette previste nelle varie scene. Fu lui, in pratica, il consulente tecnico e storico che, in collaborazione con il maglificio Santini, creò gli indumenti sportivi in più possibile simili agli originali dell’epoca. Una bella soddisfazione per Alessandro, miniera inesauribile di gemme sportive.

Arriviamo, così, al 29 ottobre, quando giunse l’invito  per la conferenza stampa di presentazione. Ci ritrovammo al Foro Italico, presso il salone d’Onore del C.O.N.I., insieme agli amici di sempre: Gismondi, Panci e Centioni. Qui incontrammo Faustino Coppi, che un mese prima era venuto a Montecosaro a visitare la mostra di suo padre, ed il campione Felice Gimondi. Finalmente, dopo alcune traversie dovute al cambio della casa di produzione, esattamente ad un anno di distanza, sabato 21 maggio 1994 arrivò a Montecosaro la troupe al completo.

Qui, suscitando grande partecipazione emotiva, vennero girate due scene fondamentali della magica storia di Fausto e Giulia. Castellitto interpretò il “campionissimo” sulle strade dei paesi vicini: Offida, Moresco, Smerillo, Rotella, Amandola. Con lui pedalavano in gruppo numerosi ciclisti amatori, tra cui Raffaele Giandomenico, Giancarlo Gibellieri e Carlo Grappini. Renato Massetani di Morrovalle, mise a disposizione venti biciclette preparate su modello di quelle costruite in quegli anni. Mentre Dario Marcantoni prestò la sua prestigiosa Lancia Aprilia in versione cabriolet per una scena girata a Casenuove di Osimo. Dove, i due amanti, salivano in auto per una stradina di campagna che portava a casa di Fausto, tra prati verdi e papaveri rossi.

A Montecosaro, invece, la Muti – non ancora “dama bianca” – girò la scena della signora Locatelli che, dopo aver abbracciato i due bimbi avuti dal marito dottore, scappa di casa per raggiungere Fausto. L’ambientazione venne ricreata a palazzo Marinozzi (diventato per l’occasione villa Locatelli), nel salone e nella camera di mamma. Dea. Le riprese durarono più di tre ore, per uno spezzone di pellicola di circa 30 secondi… Più “durevoli” furono le riprese girate in piazza e al palazzo Comunale, trasformato per qualche ora nell’ospedale di Tortona, dove morì Coppi. Da qui uscivano di corsa i nostri cronisti per portare la notizia alle redazioni giornalistiche.

Numerosi sono stati gli “attori” che hanno collaborato come “scomparse”, senza chiedere alcuna retribuzione. Per questo meritano la massima considerazione, uno ad uno: Diletta Luciani e Nicoletta Zallocco nella parte dei “figli”; i “giornalisti” Gigi Andreoli, Luciano Biacini, Gianni Centioni, Fabio Cingolani, Alessandro Panci, Roberto Perugini, Bruno Scipioni, Argentino Sfredda; i fotografi Enzo Cervellini, Fernando Ciminari, Michele Liberati, Antonio Mengo, Giuseppe Travaglini; gli “autisti” Guglielmo Beghella, Renzo Donati, Silvano Isidori, Delio Soricetti, Dario Marcantoni; le “figuranti” Maria Garbuglia, Marinella Mariotti, Rosaria Rinaldoni. Va ricordato, anche, il contributo dato da Carlo Paparello come aiuto parrucchiere nella sala Colonna del Municipio, diventata un enorme camerino per trucchi e costumi.

Il lunedì successivo ci fu il trasferimento a Civitanova Marche dove, dentro e fuori la pescheria, vennero girate altre scene con la “dama bianca”. Qui fu cacciata a pesci in faccia e insultata a male parole dalle pescivendole Marì de Muragna (Maria Malaccari), Ardavella (Altabella Burini) ed Antonella Pizzuti. Nelle varie riprese si sono alternati altri figuranti, tra cui Emanuela Biagini, Angelo Bompadre, Lorenzo Ciminari, Sonia Fontana, Dario Marcantoni, Alessandro Marinozzi, Antonio Marozzi, Giancarlo Polci, Italia Romanelli, Delio Soricetti, Kety Travaglini, Graziano Verdini. Va ampiamente sottolineato che tutti i nostri “attori” hanno deciso di rinunciare alle centomila lire previste come compenso giornaliero per l’impagabile “gloria” del loro paese.

Il film andò in onda su RaiUno, domenica 29 e lunedì 30 ottobre 1995, tenendo i montecosaresi incollati davanti al teleschermo per assistere alla visione di quello che sarà l’unico film girato nella storia del nostro paese. Il Centro del Collezionismo, che tanto si era impegnato per il buon esito dell’opera cinematografica, è stato formalmente riconosciuto nei titoli di cosa con una menzione di ringraziamento, “particolare gratitudine e riconoscenza per la cortese collaborazione“.

Venni invitato a partecipare il 27 ottobre alla proiezione della prima sul film, svoltasi presso la sala Umberto di Roma. Infine il produttore Bolognini volle farmi un’ulteriore piacevole sorpresa, mettendomi a disposizione l’abito di Ornella Muti, oggi in bella mostra al museo Cinema a Pennello. The end.

Tratto dal libro “Un salto, un volo, un tuffo… al passato” di Paolo Marinozzi (2013) – Centro del Collezionismo

Scena dal film “Il grande Fausto”
Faustino Coppi con Fausto Giuggioloni

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