Montecosaro nel dopoguerra: servizi comunali, dottori, avvocati e i 17 figli di Lisà de Gabbulotto

Dopo le elezioni del 1946, a Montecosaro le istituzioni erano pienamente funzionanti: il Consiglio comunale, democraticamente eletto a suffragio universale, la Giunta ed il Sindaco, nominati dallo stesso Consiglio comunale. Un organismo che affiancava l’amministrazione locale era l’Ente Comunale di Assistenza, più comunamente chiamato ECA, con compiti di carattere sociale tra i quali la gestione dell’Ospedale e dell’Ospizio per vecchi situati ambedue in prossimità del Cassero.

Nannì de lo Iacco era la guardia comunale e nella sua funzione gli successe Andò Cerquetti. Il “daziere” era Mario Ventura: il dazio costituiva l’imposta più rilevante a cui erano assoggettati tutti i trasferimenti di merci. Altra entrata importante per il Comune era data dall’imposta di famiglia che tassava i guadagni dei singoli nuclei familiari.

Farmacista era il Dott. Micheletti, medico condotto il Dott. Iadivito e veterinario il Dott. Angeleri.

Per quanto riguarda i professionisti, non ci si può dimenticare degli avvocati, i quali costituivano allora una categoria privilegiata, quasi esclusiva. La loro attività ricopriva un campo vastissimo: non solo quello prettamente legale, ma anche quello fiscale, commerciale e contabile. Infatti, la categoria dei ragionieri e dei commercialisti non era ancora conosciuta. Per tutti i problemi di qualsiasi genere si andava dall’avvocato: era la soluzione per ogni evenienza. Ricordo in paese gli avvocati Olivelli, Cagnaroni e Vannucchi. A Macerata erano noti gli avvocati Magnalbò, Ciotti, Bruscantini e Borioni. Molto spesso venivano remunerati in natura, specie quando il cliente era un contadino. Dal notaio Testa, invece, si andava soltanto quando c’era da fare un atto pubblico.

Svolgeva l’attività di levatrice Evelina Moscatelli, la quale aveva un bel da fare perché a quei tempi si partoriva a casa e venivano “sfornati” figli in gran quantità. Lisà de Gabbulotto ne aveva addirittura diciassette e penso che questo per Montecosaro costituisca un primato di tutti i tempi.

Tratto dal libro “Passa la guerra” di Gian Mario Perugini – Centro del collezionismo 


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