Racconti di guerra: la grande tragedia del Brecciarolo

E l’undici maggio del 1944, sto conversando con Raoul Cerquetti davanti al portone del Teatro, quando improvvisamente restiamo frastornati dal rumore assordante di un aereo, poi di un secondo e di un terzo. Sono caccia alleati che sfrecciano, virando uno dopo l’altro, attorno al campanile della “Collegiata” e vanno mitragliando in direzione di Portocivitanova. Ripetono il carosello tre o quattro volte.

Noi ci rifugiamo prudenti dentro al portone e ci domandiamo che cosa ci sarà mai da quella parte, ove è diretta questa pioggia di fuoco. E’ appena cessato l’eco di tanto pauroso fragore che squilla il telefono del centralino su in cima alla scala. La telefonista dice che chiamano da Villa Tallei e di accorrere subito perché, lì dal Brecciarolo “Quattrì” ci sono morti e feriti.

Io e don Nazzareno, che era uscito in quel momento dalla chiesa, inforchiamo le nostre biciclette ed in pochi minuti arriviamo sul posto. Ci si presenta uno spettacolo apocalittico: la bianca strada sembra lavorata profondamente con l’aratro; il segnale di “curva pericolosa” è ridotto ad un colabrodo e più avanti ci sono due carri carichi di sacchi di cemento polverizzati nelle loro strutture di legno.

Afflosciato sul piano stradale sconvolto avanti casa, c’è un gruppo di gente che piange e impreca. Tre bambini: Maria e Fiorella Quattrini e Ferdinando Bidini sono stati maciullati dal mitragliamento degli aerei mentre stavano giocando sotto la capanna.

Il povero padre, stravolto dal dolore, tiene sua figlia Maria, che dà ancora segni di vita, tra le sue braccia: oltre alla ferita sulla testa, ha un ginocchio letteralmente maciullato da un proiettile e la gambetta pende giù sanguinante. “Portiamola subito all’ospedale di Civitanova, forse si può tentare ancora qualche cosa”, dico io. Tutto fu inutile.

Gli aerei nei loro ripetuti passaggi, hanno mitragliato la casa anche frontalmente con proiettili perforanti che, trapassato il muro, hanno ucciso i due cavalli che erano nella stalla…. Mentre don Nazzareno sta benedicendo le piccole salme martoriate, arrivano mia sorella Mary e il Prof. Bolte, stanno tornando da Civitanova in bicicletta. Sono salvi per miracolo, si sono riparati sotto il ponte poco lontano. Ma intanto “l’importante obiettivo” nemico è stato centrato: missione compiuta! Torniamo tutti insieme in paese sconvolti da tanta iniqua barbarie!!!

Mario Laureati – Durante la guerra (appunti da un diario) – Centro del collezionismo

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