Racconti di guerra: il maggiore Fiorello e la nuova vita democratica montecosarese

Il primo luglio 1944, dopo aver ricevuto, sulle ali del vento, la notizia che un aereo tedesco, poi abbattuto dall’artiglieria contraerea, ha bombardato la piazza di Loreto, affollata di brandine di soldati dormienti, provocando numerosi morti e feriti, verso le dodici veniamo convocati nella Sala Consiliare io, mio padre e Tallei; qui vi troviamo altri cittadini di Montecosaro.

Accompagnato da due militari arriva un Maggiore americano: bassetto, con le gambe arcuate, di carnagione bruna, con una bustina messa di traverso sui neri capelli. Mentre la sorella del Dott. Iadevito gli rivolge la parola in inglese, questi la interrompe subito dicendo: “Né signurì iamme è pressa, parlamme italiano“. Scopriamo così che si chiama Fiorello ed è di origine napoletana, come si capisce molto bene dal suo colorito dialetto partenopeo!

Poi rivolgendosi a Mario Perugini, che era stato liberato dal carcere di Civitanova, gli dice: “Tu è vero che hai avversato sempre i fascisti?“. “Si, è vero” – gli risponde Mario – “Allora ti nomino Sindaco di questo paese“. Così a Montecosaro, liberato dalle truppe alleate, ha inizio la nuova vita democratica.

Mario Laureati – Durante la guerra (appunti da un diario) – Centro del collezionismo

 

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