Racconti di guerra: il giovane Tenente napoletano sfollato a Montecosaro

Aprile 1944 – Il medico condotto Dott. Iadevito è stato dimesso dall’Ospedale di Macerata ed ha ripreso il suo posto. Io, dopo averlo sostituito per due mesi, ora sono più libero e con piacere continuo la mia professione di pediatra avendo, ogni tanto, qualche piccolo paziente che richiede la mia opera di specialista.

Fra tanti sfollati c’è anche un giovane Tenente, sbandato dopo l’otto settembre: è di Napoli e non può raggiungere la propria famiglia. E’ ospite del Dott. Iadevito ma, per non essere di peso alla famiglia, decide di presentarsi al Comando Militare di Macerata prendendo servizio nell’Esercito della Repubblica Sociale.

Spesso si assenta per più giorni e quando rientra qui a Montecosaro con una macchina militare porta un’infinità di doni alla famiglia Iadevito. In paese si dice subito che è il fidanzato della sorella del Dottore. Un giorno sparisce e non torna più.

Un mese dopo, a maggio del 1944, fa caldo a Montecosaro: tutte le annose acacie della strada che va alla Stazione sono in fiore e profumano l’aria; mentre, lontano da qui, dietro il muro del Cimitero di Cingoli, ammorba l’aria il cadavere putrefatto del giovane Tenente napoletano. Un cartello posto sul suo gonfio cadavere, dice che è stato giustiziato dai partigiani. Un’ondata di dolore e di raccapriccio pervade l’animo di tutto il paese ed in particolare modo ne è addolorata la famiglia Iadevito. Sono gli orrori della “guerra civile”!

Mario Laureati – Durante la guerra (appunti da un diario) – Centro del collezionismo

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