Li carzolà de Monteco’

Sono tanti gli antichi mestieri che lentamente, ma progressivamente, vengono spazzati via dalla società del consumismo. Emblematico, anche perché indispensabile sino ad un paio di decenni fa, vi é quello del calzolaio. La parte più consistente del suo lavoro (o ciabattino) erano le riparazioni. Questo perché farsi confezionare un paio di scarpe nuove costava molto di più che ripararle. Oggi non è più così. Le scarpe si trovano sempre più a buon prezzo e la figura del ciabattino è pressoché scomparsa.

Generalmente i contadini non indossavano scarpe d’estate, riservandole per l’inverno. Si possedeva un solo paio di scarpe, dozzinali e resistenti, rinforzate nella suola e nei tacchi con i chiodini. Nelle famiglie -specialmente tra i figli che crescevano- con le scarpe avveniva una sorta di passaggio del testimone: il componente più grande le passava al più giovane. Quando i campagnoli dovevano recarsi in paese, facevano buona parte del tragitto scalzi, con le scarpe a penzoloni sulle spalle legate per i lacci, indossandole solo in prossimità del centro abitato. Era un metodo per limitarne al minimo l’usura. Altri tempi.

La bottega del calzolaio era impregnata degli odori più strani: colla, pece, grasso cromatina; ed era un luogo d’incontro per scambiare quattro chiacchiere col calzolaio, che parlava senza mai distogliere lo sguardo dal suo lavoro.

Montecosaro ha una grande tradizione nel mestiere di calzolaio. Allora le scarpe si facevano a mano e su misura. Ma non tutti se le potevano permettere, per questo il lavoro più frequente era la riparazione e risolatura di vecchie scarpe. Gli antichi calzolai furono tanti, tra cui ricordiamo: Enrico Cerquetti (Cavallotti), Dante Recchi (Peppe), Carlo Foresi (La Ruzza), Carlo Paniconi (Fischio), Attilio Paniconi, Pietro Peroni, Giuseppe Peroni (Pippi’ de Sorecia’), Nazzareno Bruscantini, Otello Vallesi, Armando Marcantoni, Angelo Montinovo (Tricco), Nicola Marchetti, Sauro Marchetti, Giuseppe Baldoni, Valentino Liberati, Luigi Liberati (Gigetto).

Consulenze storiche Paolo Marinozzi

 

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