Giulio Cesare da Varano a Montecosaro

GIULIO CESARE DA VARANO (Camerino 1434 – Pergola 1502). Padre di una mistica molto venerata e recentemente dichiarata santa (Camilla da Varano), capitano di ventura al servizio di diversi padroni (Mattia Corvino d’Ungheria, papa Sisto IV Della Rovere, Aragonesi di Napoli, Repubblica di Venezia e suoi domini balcanici), reggitore/governatore di più centri e territori delle valli del Potenza e del Chienti, non riesco a smettere di interessarmi a lui. Storicamente, s’intende.

Spregiudicato e violento, mecenate e benefattore, stuolo di figli legittimi e legittimati, capelli chiaro/rossicci, fronte alta, gran cacciatore e perciò malato di gotta come molti ricchi dei suoi tempi , naso adunco, labbro inferiore prominente, pancia gonfia e gambe secche in maturità, il suo ritratto, oltre a quelli noti dei musei di Camerino, sta anche ad Esanatoglia (palazzo comunale) e Montecosaro (abside della chiesa di S. Maria a pié di Chienti) e chissà dove ancora.

Morì strangolato per volere di papa Alessandro VI Borgia e del sogno politico/impossibile del duca Valentino/Cesare Borgia, degno figlio di quel papa corrotto e indegno. Insieme a Giulio Cesare ma in luoghi diversi, vennero uccisi brutalmente anche tre dei suoi figli maschi, sempre dai sicari del Valentino.

Alfredo Maulo

 

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