Testamento della contessa Rosa Foresi che certifica il lascito all’ospedale degli infermi

Testamento palese della Signora Contessa Rosa Foresi, vedova del Sig. Conte Cav. Antonio Gatti di Montecosaro. In nome di Dio. Regnando Sua Maestà Vittorio Emanuele secondo per la grazia di Dio e per la volontà della nazione Re d’Italia.

ANCONA. Oggi giorno di giovedì 14 quattordici Marzo milleottocentosettantadue 1872, essendo le ore 11 undici antimeridiane. Avanti a me R. Notaio residente in Ancona, assistito dagli infrascritti testimoniabili a forma di legge si è di persona costituita la Nobile Signora Rosa Foresi figlia del vivente signor Angelo e vedova del Signor Conte Cavaliere Antonio Gatti proprietaria domiciliata in Montecosaro ed oggi qui intervenuta per causa dell’atto presente, di età maggiore a me cognita, la quale riflettendo alla certezza della morte ed alla incertezza del luogo, dell’ora e del momento, in cui può questa sorprenderla ora che per la grazie di Dio di trova sana di mente, vista, udito e loquela ed in tutto il suo corpo, ha divisato disporre per testamento palese dei suoi beni ed effetti, poiché dopo la di lei morte non abbiano a nascere liti e contese fra quelle che avessero o potessero aver interesse nella di lui eredità e perciò testa, lega, ordina e dispone nel modo come appresso e cioè: Primieramente raccomanda l’anima sua a Dio Creatore, alla Beata Vergine Maria, al Sant’Angelo Custode, ai suoi Santi Avvocati e Protettori ed a tutta la Corte Celeste perché sia fatta degna del rispetto dei giusti.

Quanto al funere ed ai suffragi ordina e vuole che sia fatto a cura del di lei erede con tutta convenienza e che nel giorno della di lei morte debbasi fare celebrare un Ufficio generale di messe lette oltre alla cantata di Requie colla elemosina a Lira una e centesimi cinquanta L. 1,50 ciascuna e di Lire due e centesimi cinquanta L. 2,50 per la cantata oltre la spesa dell’assistenza come di uso; vuole altresì che si distribuisca ai poveri del paese di Montecosaro Lire cinquecento L. 500, tenuto conto del loro grado di miserabilità. Dichiara quindi di voler lasciare tutti quei legati pii che si ritenessero necessari per la validità del presente testamento. Ed interrogata da me, anzi esortata, la signora testatrice di voler lasciare qualche legato allo scopo di pubblica beneficienza ha risposto di avervi provveduto come meglio si dirà in appresso. Per ragione di legato ed ogni altro modo migliore lascia al di lei fratello sig. Camillo Foresi e alli suoi maschi per nome Giovanni e ………Foresi avuti colla signora Vincenza Bellesi, il terreno con casa colonica situato a Montecosaro ora colonizzato da Marsili Domenico e fratello fu Vincenzo detto Arcà coll’obbligo di continuare verso il comune genitore Signor Angelo lo stesso trattamento fin qui usatogli e di somministrargli L. 12 dodici al mese finché vivrà e coll’obbligo altresì di un perpetuo legato di messe dodici annue in suffragio della di lei anima e di quella del compianto di lei marito, coll’elemosina di Lira 1 una, per ognuna, da celebrarsi nella chiesa Parrocchiale di Montecosaro senza che però possa e debba inserirsi l’Autorità governativa, mentre nel caso di ingerenza dell’Autorità suddetta intende dispensare i Legatari sovranominati e i loro eredi da questo vincolo ed invece impone loro di esaurire l’obbligo con tante elemosine ai poveri del paese di Montecosaro.

Similmente per ragioni di legato ed ogni modo migliore lascia ai quattro figli maschi del di lei defunto fratello signor Giuseppe Foresi avuti colla signora Giovanna Zeppa per nome Enzo, Emidio, Alessandro e Luigi, i due terreni con case coloniche poste pure in Montecosaro coltivati attualmente l’uno da Castignani Vincenzo fu Antonio e l’altro da Maurizi Antonio fu Girio, detto Boccetto, accresciuto di un piccolo pezzo di terra confinante con detto terreno e che ora coltivasi da Castignani Costantino (per modo che questo terreno di Castignani Costantino sarà ridotto a sole dieci 10 coppe di semina a grano in partita pari a ettolitri tre e litri cinquanta circa), imponendo ai quattro legatari suddetti l’obbligo perpetuo delle dodici 12 messe annue, nello stesso modo e forma, come sopra prescritto pel di lui fratello signor Camillo Foresi e non altrimenti.

Parimenti per ragion di legato ed ogni altro modo migliore lascia al di lei fattore Costantino Castignani il terreno con casa colonica che attualmente coltiva egli stesso, diminuito del piccolo appezzamento di cui sopra e ridotto a sole dieci 10 coppe di semina a grano ed in partita pari a ettolitri tre e litri cinquanta Ett. 3,50 circa, il magazzino con sotterranei di di lei proprietà posti nella casa Garofoli e tutto il botta me che possiede, con l’obbligo però delle dodici 12 messe annue in perpetuo nello stesso modo e forma come ha prescritto per gli altri legati sunnominati.

Lascia pure per lo stesso titolo di legato ed ogni modo migliore al di lei nipote Alessandro figlio del fu Giuseppe Perugini di Caterina Foresi il terreno con casa colonica posto come sopra coltivato ora da Orioli Pietro fu Giacomo non che l’intera di lei casa di abitazione e mobilio di minore entità ivi esistente, tranne il bottame già disposto, con l’obbligo dello stesso anno perpetuo legato di messe dodici 12 nel modo e forma come sopra ha disposto per gli legatari e non diversamente.

Item per ragioni di legato ed in ogni altro miglior modo lascia al signor Annibale Cervoni se si troverà al di lei servizio nel giorno della di lei morte il terreno con casa colonica posto come sopra coltivato da Dominico Marcantoni fu Ivo detto Palacello coll’obbligo dello stesso annuo perpetuo legato di messe dodici 12 e nello stesso modo e forma di sopra per gli altri legatari stabilita. Similmente per ragione di legato ed in ogni altro modo migliore lascia all’Ospedale degli Infermi di Montecosaro, sicura di assecondare anche per tal guisa un desiderio del di lei defunto marito sig. Cavaliere Conte Antonio Gatti l’intero podere con casa colonica posta come sopra, in oggi colonizzato dalla famiglia Maurizi detto Boccio-Riccio, la casa di di lei proprietà abitata in oggi dal cocchiere e tutte le biancherie più usate cioè in stato mediocre che si rinverranno nella di lui casa e come meglio si stabilirà dal di lei erede generale da nominarsi in appresso coll’obbligo però all’Ospedale suddetto di corrispondere Lire venticinque £ 25 mensili al di lei cocchiere Raffaele Castignani detto Ricciotto di lui viva durante, purchè all’atto della successione si trovi al di lei servizio e coll’obbligo inoltre di fare celebrare in ogni anno ed in perpetuo tre Uffici generali di messe colla elemosina di Lire una e centesimi venticinque £ 1,25 ognuna in suffragio dei defunti della famiglia Gatti, l’uno nel giorno anniversario della di lei morte ed il secondo nel giorno anniversario della morte del di lei marito ed il terzo entro l’ottavario dei morti, nonché di far celebrare una messa nei giorni festivi dell’anno ed in perpetuo in suffragio come sopra coll’elemosina di Lire 1 per ognuna, parimenti sotto la cautela prescritta per gli altri legati nel modo suennunciato e non altrimenti.

Raccomanda poi che nella coltivazione di detto podere abbia a preferirsi l’attuale colono e di lui famiglia e che non debba licenziarsi senza un plausibile e forte motivo, come pure che l’amministrazione del podere medesimo sia tenuta dal sig. Carlo Malerbi e dalli suoi eredi e discendenti in preferenza di altri amministratori. Parimenti per titolo di legato ed in ogni altro modo migliore, lascia alla di lei comaretta signora Teresina Malerbi ed in mancanza di questa al di lui fratello signor Giustiniano Malerbi, il suio casino di campagna con tutto ciò che vi contiene, niente escluso e riservato, comprensivamente al giardino e terreno annesso e nel modo stesso come ora viene colonizzato da Francesco Foresi di Antonio soprannominato Arciò.

Similmente per ragione di legato ed ogni altro modo migliore lascia la di lei casa di Macerata, ora abitata dal signor Angelo Panaggi, all’Asilo infantile di questa città. Per lo stesso titolo lascia alle tre di lei nipoti signore Annunziata, Maria e …………….. figlie del di lei fratello signor Camillo e della signora Vincenza Bellesi Lire 1000 mille a ciascuna per una sola volta, alle altre due nipoti signora Nina e Nicola figlie del defunto di lei fratello signor Giuseppe Foresi da consegnarsi loro entro tre mesi della di lei morte.

Alla cameriera che si troverà al di lei servigio nel giorno della di lei morte lascia a titolo di legato L. 500 cinquecento per una sola volta. Alla seconda donna di servizio che si troverà parimenti in casa nel giorno della di lei morte lascia per lo stesso titolo di legato £. duecentocinquanta 250 per una sola volta come sopra. Le scorte vive e morte dei terreni, come sopra disposti per legato, s’intenderanno comprese nei legati medesimi e i signori legatari dovranno rispettivamente sostenere la relativa tassa di successione.

Raccomanda poi la signora testatrice che gli attuali coloni dei terreni sopraindicati non vengano licenziati se non dopo un anno oltre quello che è loro accordato per legge salvo che non diano motivo per provata infedeltà o per grave disubbidienza. Nel resto dei suoi bene poi, niente escluso, ed eccetto denaro, ori, argenti, gioie, biancheria, cavalli, carrozze e quant’altro vi potrà essere in casa di di lei spettanza, crediti, diritti, azioni e ragioni la signora testatrice colla sua viva voce istituisce, nomina e vuole che (salva il suo genitore signor Angelo Foresi, se le sopravviverà, la quota legittima, nella quale lo costituisce erede con l’onorevole titolo d’istituzione e come meglio spiegherà appresso) sia suo erede generale ed universale il signor Carlo Malerbi del fu Giacomo di Montecosaro o in di lui ,mancanza il signor Giustiniano Malerbi con la facoltà di fare e disporre della di lei eredità per quell’uso che già conosce e senzachè sia tenuto a rendere conto e regione a chicchessia che anzi lo istituisce erede puramente e semplicemente senza limitazione alcuna perché, ordina e comanda.

E nel caso il detto di lei genitore signore Angelo Foresi le sopravviverà e si verificasse perciò il di lui conseguimento della legittima come sopra lasciatagli coll’onorevole titolo d istituzione, vuole, ordina e comanda la signora testatrice che a titolo e saldo della legittima stessa egli conseguisca,

conforme ora, gli assegna tutti i beni lasciati in legato al di lei fratello signor Camillo Foresi e alli di lui figli, quelli lasciati in legato alli quattro nipoti figli dell’altro fratello di lei defunto Giuseppe Foresi e quelli lasciati all’Asilo infantile di Macerata i quali legati tutti avranno in tale caso come non fatti.

E ciò ha voluto e così vuole la signora testatrice per togliere ogni futura questione, essendo però sicura che il genitore, a lui tanto amato ed amante dei propri figli e nipoti, nulla ad essi toglierà, qualora le sopravvivesse, dichiarando inoltre che legittima suddetta dovrà essere libera da ogni peso e che gli oneri sovra apposti delle messe ed ecc. saranno soddisfatti nel solo caso che la legittima stessa depurata da tali pesi non sia minore di quanto della legge è prescritto.

Dopo ciò io notaro faccio espressa menzione che la signora testatrice ha dichiarato colla sua viva voce tale sua volontà a me stesso notaro e ai testimoni come continuamente presenti, videnti ed ascoltanti la signora testatrice medesima, non avendo io fatto altro che tradurre in iscritto quanto la medesima ha esternato e voluto col presente atto di testamento. Tale atto di testamento venne da me iscritto e letto a chiara ed intellegibile voce alla nominata signora testatrice e ai testimoni meco continuamente presenti, la quale approvandolo e confermandolo pienamente ha dichiarato di non poterlo sottoscrivere per impedimento reso da qualche tempo abituale alla mano destra.

Quindi i quattro testimoni nelle persone dei signori Erasmo dottor legale Olivieri fu Pacifico, possidente, Augusto avv. Bagliani del vivo luigi, altro possidente, Enrico Grassini del defunto Giovanni scrittore e Federico Franceschi del defunto Francesco impiegato particolare, tutti di età maggiori qui domiciliati a me noti e richiesti sono si qui e nel margine degli altri tre fogli con me notaro sottoscritti. Il tutto venne fatto in Ancona essendo nella mia casa di abitazione sita in via del Comune al civico numero quindici 15, in una saletta del 3° piano, con unità di contesto e senza mai deviare ad altri atti.

Firmati:

Erasmo Olivieri – testimonio
Augusto Baglioni – testimonio
Enrico Grassini – testimonio
Federico Franceschi – testimonio
Così è: Luigi Paolinelli fu Pasquale Regio Notaro residente in Ancona.
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Per morte della signora Contessa Rosa Foresi vedova Gatti testatrice avvenuta li undici 11 aprile 1877, come da fede dello Stato Civile di Montecosaro, che si unisce per essere restituito venne sotto oggi 13 aprile 1877 rilasciata copia per l’effetto della registrazione del presente atto a forma di legge.
                                                                  Luigi Paolinelli R. Notaro
Ancona 13 aprile 1877
Registrato al n. 301 foglio 101 volume 34 atti pubblici
Ricevute lire 6
Tassa lire 5
due decimi lire 1
———
totale £ 6
Il Ricevitore G.Gisei
e così pure altre lire mille £. 1000 a ciascuna per una sola volta.
si approva la postilla da aggiungere alla pagina undici alla linea sedici.
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N. 4334
Per copia conforme all’originale atto di testamento conservato nei miei protocolli salvo rilasciata al sig. Cav. Carlo Malerbi di Montecosaro.
Ancona 13 Aprile 1877 tredici Aprile milleottocentosettatasette.
Così è: Luigi Paolinelli Fu Pasquale R. Notaro residente in Ancona.
importo
Copia autentica £. 10.00
Bolli in copia f.s. £. 6.00
Scritturazione £. 5.00
Reper.e marca £. 1.70
Collazione di copia £. 1.00
————-
totale £. 23.70
dicesi lire ventitré e settanta centesimi.

L. Paolinelli Not.

REGIO TRIBUNALE CIVILE DI ANCONA

visto per la legalità della sicurezza firma e qualifica del sig. Paolinelli.

Ancona li 7 Maggio 1877

Il Presidente

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