6 aprile 2020: cinquecento anni dalla morte di Raffaello Sanzio. Le parole del Presidente della Repubblica e del Governatore delle Marche

Il 6 aprile è il giorno in cui nacque e morì Raffaello, il marchigiano che più di ogni altro è patrimonio nostro e del mondo intero.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella:
“L’attuale emergenza sanitaria ha imposto la chiusura, pochi giorni dopo l’inaugurazione, della mostra su Raffaello allestita alle Scuderie del Quirinale, dove sono giunti capolavori provenienti da collezioni e musei di tutto il mondo. L’augurio è che le porte si possano riaprire quanto prima e che, da quello spirito rinascimentale che rese impareggiabile l’arte di Raffaello, si possa trarre energia per una ripartenza dell’Italia e dell’Europa”.

Il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli:
“Oggi è l’anniversario dei 500 anni dalla sua morte: un momento che attendevamo da tempo e per il quale ci eravamo a lungo preparati, organizzando una grande celebrazione, plurale e diffusa, attraverso mostre, eventi speciali, incontri, iniziative all’insegna di quella bellezza che Raffaello ha incarnato nel corso della sua breve e intensa vita artistica. Un lungo momento di gioia e tanto lavoro che l’emergenza sanitaria per l’epidemia di Covid-19 ci costringe a vivere sottotono, pressati da ben altre vitali attività e preoccupazioni. Un appuntamento che è solo rinviato, a tempi migliori”.

In foto: “La trasfigurazione di Cristo” ultima opera di Raffaello che fu esposta nella sua visitatissima camera ardente, dal 6 aprile 1520.

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