I nuovi stili della dipendenza: a lezione dal Dott. Mario De Rosa

Ascoltando l’interessantissima lezione che il Dott. Mario De Rosa ha tenuto a quanti hanno partecipato in Montecosaro all’incontro – dibattito del 12 luglio, presso la Casa di Riposo “A. Gatti”, abbiamo pensato di informare anche chi non è potuto venire, proponendo sinteticamente alcuni suoi pensieri.

  • La dipendenza scaturisce sempre da un bisogno ed il bisogno origina dalla mancanza di qualcosa, di conseguenza c’è una necessità per soddisfare la mancanza.
  • La dipendenza patologica è una conseguenza di un mancato sviluppo psichico. Essa è mossa dal narcisismo e dal desiderio di onnipotenza. Volere tutto subito diventa una necessità. E purtroppo questo è il modello sociale che sta dilagando.
  • Più di 30 anni fa invece vigeva il modello delle regole, del dovere. Il modello sociale e familiare era solido ed era etico. Oggi al contrario esso è cambiato: non è più solido ma liquido. Questo implica che si può fare tutto. Che tutto è permesso. Non ci sono limiti, restrizioni. Prevale pertanto il modello permissivista che interessa tutte le età dell’uomo (infanzia, adolescenza, età adulta).
  • Al giorno d’oggi imperversa il nichilismo che porta l’individuo al raggiungimento di uno sfrenato individualismo.
  • Ed ecco allora che le droghe diventano il mezzo che garantisce il raggiungimento di onnipotenza e di certe prestazioni: sentirsi popolare, forte, bello ecc. In questo quadro molto devastante l’adolescente che non ha riconoscimento all’interno del gruppo che frequenta, si sente inadeguato, fallito, per questo è più facile che cada nella rete tesa dagli spacciatori. Egli infatti deve sentirsi ammirato, considerato, il migliore. Il bullismo ad esempio è una conseguenza di questo modo di percepirsi.
  • L’arma per combattere questa devastante esigenza è tirar fuori dai nostri bambini, adolescenti e giovani la Passione e il Giudizio Critico verso tutte le cose. Naturalmente è importantissimo parlare con loro e soprattutto dare l’esempio, in modo che sentano non il bisogno di distruggere e di autodistruggersi, bensì di costruire.

Un altro ingrediente importantissimo per farli crescere bene è che noi li amiamo, che non li usiamo a nostro piacimento e che ci prendiamo cura di loro anche se non sono nostri figli o parenti.

Ringraziamo tantissimo il dott. Mario De Rosa e quanti sono intervenuti.

Verranno organizzati altri incontri e saranno invitate tutte le agenzie educative presenti nella nostra Comunità (famiglia, scuola, parrocchia, società sportive ecc.) in modo da unirci per conoscere, riflettere e intraprendere insieme opportune strategie atte ad aiutare i nostri bambini, adolescenti e giovani.

Ilaria Ricciotti – Responsabile del Tribunale per i Diritti del Malato (rete di Cittadinanzattiva- A T di Montecosaro- Civitanova Marche)

 

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