Gabriele Pepi premiato al concorso letterario GialloCarta Junior

Io credo di non sapere quale sia la motivazione ultima per la quale uno studente decida di destinare qualche ora del suo tempo alla scrittura, nobile attività ogni giorno dileggiata nella sciatteria del tempo in cui viviamo. So, invece, con certezza irremovibile, qual è il piacere, diffuso in tutte le dimensioni umane, di coloro che, per il proprio lavoro d’insegnanti, seguono quel lungo percorso del discente che parte dalla scintilla d’innesco del desiderio di scrivere alla redazione del testo compiuto. Fra queste declinazioni del sapere e del non sapere vi sta che Gabriele Pepi, alunno montecosarese (doc, se così si può dire) frequentante una delle classi terze della scuola media Ricci, si sia cimentato nella scrittura di un breve racconto del genere giallo, sotto la guida accorta della propria insegnante d’italiano.

L’attività era finalizzata alla partecipazione al concorso letterario Giallocarta Junior, promosso dal comune di Civitanova Marche in accordo con altri enti; un concorso affettivamente caro a diversi montecosaresi perché fra le promotrici originarie vi era Giuseppina Vallesi, compianta autrice di libri gialli e insegnante di lingua inglese, anche presso le scuole locali. Il racconto presentato dall’alunno, con il titolo Giovanna non cenò -io non ho avuto l’occasione per leggerlo ma dicono che sia un testo ben strutturato e ben scritto- è stato scelto dalla giuria quale destinatario del premio Tecla Dozio.

La cerimonia di consegna del riconoscimento è stata fatta presso l’Auditorio Della Valle, sito a Sant’Elpidio a Mare, nel giorno di domenica 2 dicembre. Questo fatto è un bel motivo d’orgoglio per il valoroso alunno, nonostante la sua simpatica ritrosia, d’altronde comprensibile, vista la giovanissima età; lo è per i genitori, il padre Aldo e la madre Francesca Serafini, che conosco bene per lo zelo con il quale collaborano alla buona riuscita di numerose iniziative avviate all’interno della comunità locale; lo è pure per noi insegnanti che vediamo apprezzata la bontà dei frutti del nostro lavoro quotidiano al fianco degli alunni. Ma più ancora è un successo molto notevole per il paese, capace di esprimere, e di far apprezzare con frequenza accresciuta, il suo talento artistico, espressione di un’indole polemica e geniale, proterva e bonaria, ridente e generosa, che io stesso ho definito, coniando un neologismo appropriato, della Montecosaresità.

Allora, anche se potrebbe sembrare un po’ retorico, un bel Forza Montecosaro, anzi Montecò’ perché guai a dimenticare il nostro dialetto, che è più bello di quello che i detrattori vogliono far intendere, in questo punto di conclusione, mi pare che ci stia bene: rafforza l’autostima collettiva, rinvigorisce la consapevolezza di se stessi, induce quella sana risata che di tanto in tanto giova al corpo, alla mente e allo spirito, cosa di cui, in questi giorni accelerati, abbiamo urgente bisogno. Ad meliora et maiora semper, Gabriele. Qualora tu avessi partecipato al corso opzionale di latino, potresti già conoscere il significato di questa locuzione, altrimenti te ne farò la traduzione la prossima volta che ci incontreremo in classe.

(Marco Iommi)  

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