Carlo Castignani: Avevano vent’anni

Di recente è stata celebrata la ricorrenza del 4 novembre in memoria dei caduti, particolarmente quelli della Grande Guerra, terminata 99 anni fa, ed ora ci stiamo avviando verso la ricorrenza centenaria. Tutti i comuni ricordano i loro nomi con apposite lapidi, che a volte scorriamo un po’ distrattamente ma se li conoscessimo un po’ scopriremmo quale debito di riconoscenza abbiamo nei loro confronti. Anzitutto erano dei giovani, la maggioranza non aveva 25 anni, ma la classe più colpita fu quella dei ventenni, vittime non ancora maggiorenni; ma, come si vede dal grafico dei morti nei quattro anni di guerra, non mancavano anche dei giovanissimi di 19 o 18 anni, i famosi “Ragazzi del ’99”, mandati al fronte dopo la rotta di Caporetto dell’ottobre 1917.

La cosa colpì e traumatizzò tutte le Comunità e anche Montecosaro pianse cinque giovanissimi, tra cui il bersagliere Attilio Moroni, classe 1900, che aveva appena 17 anni.

La grande maggioranza erano giovani contadinelli, come il ventenne maceratese della foto, molto spesso analfabeti per cui non comunicavano agevolmente con la famiglia, che per altro era stata privata delle forze più valide per il duro lavoro dei campi. Molti non tornarono e non sono rari i casi di più caduti nella stessa famiglia, come Giuseppe e Vincenzo Angeletti a Montecosaro, rispettivamente di 22 e 32 anni; tra i caduti anche Arnaldo Angeletti, di 27 anni, probabilmente un parente.

Di loro nella maggior parte dei casi non ci resta che il nome: non c’è una foto, rarissima allora, non c’è una tomba perché più del 60% sono militi ignoti e non di rado mancano addirittura i resti mortali che ogni tanto riaffiorano dai ghiacciai delle Dolomiti o vengono ritrovati in qualche anfratto sperduto tra le montagne; si aggiunga che anche le lapidi e l’Albo d’oro in cui sono registrati i loro nomi, sono incompleti, lacunosi e non di rado incerti anche nei cognomi, e pure le date sono da verificare.

Come dicevo all’inizio abbiamo un debito nei loro confronti ma possiamo fare qualcosa di concreto per onorarne la memoria, recuperando i loro dati personali, qualche foto, il luogo di sepoltura e altro ancora, come la medaglia ricordo con il loro nome, coniata nel centenario della Grande Guerra dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

Ulteriori informazioni ed esempi meritori, non difficili da imitare, sono contenuti nell’articolo “La Grande Guerra, caduti e onoranze nel Maceratese“, scaricabile liberamente da internet digitandone il titolo.

Carlo Castignani

 

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