Don Giordano De Angelis: saluto agli ex-parrocchiani di Montecosaro in occasione del Natale 2016

foto-d-giordanoCarissimi, sono passati tre mesi da quando ho lasciato la parrocchia di san Lorenzo Martire di Montecosaro, dove ho vissuto con Voi per otto anni una bella esperienza pastorale; segnata da momenti di gioia, di fatica e anche di difficoltà. Certamente il cambiamento ha comportato sul momento un po’ di disagio; è stato necessario reimpostare e riorganizzare il proprio modo di vivere e le proprie abitudini. Ma il mio animo è stato sempre aperto e sereno, riguardo al cambiamento; sapevo che col passare degli anni c’era la probabilità che cambiassi parrocchia. Per questo, anche se dispiaciuto, ho lasciato la parrocchia di san Lorenzo Martire di Montecosaro con animo libero e senza rimpianti.

E confermo tutt’ora, citando le parole, che ho detto al saluto nella celebrazione di ringraziamento in piazza Trieste l’11 settembre scorso, gremita e carica di affetto nei miei confronti: Lascio questa parrocchia con il cuore libero e senza rimpianti; sereno principalmente di fare la volontà del Signore. Avrei voluto stare ancora per molto tempo con voi, ma ciò non è stato possibile. Il giorno della mia ordinazione presbiterale ho promesso obbedienza e filiale rispetto nella persona del Vescovo e ai suoi successori. E’ vero che spesso la volontà di Dio passa attraverso realtà umane, attraverso persone che talvolta possono errare. Ma la verità profonda che viene dalla fede è che, chi obbedisce non sbaglia mai.. poiché il Signore sa consolare e sa creare nuove tutte le cose. La fede ci dice che se talvolta la vita passa attraverso situazioni difficili poi però porta verso la gioia del cuore. So che molti di voi sono dispiaciuti della mia partenza e sperano in un probabile ritorno! Vi ringrazio della stima e l’affetto che mi avete dimostrato e tutt’ora lo fate, venendo a trovarmi. Infatti quasi tutti i fine settimana molti di voi vengono a farmi visita, o mi telefonano o mi scrivono.

E penso che continuerete a farlo, suscitando ammirazione e compiacimento da parte dei miei attuali parrocchiani. Vi ringrazio e so che mi pensate e pregate per me, come io prego per tutti Voi, nessuno escluso, ogni mattino quando sono davanti al Santissimo Sacramento. Io mi trovo bene nelle tre parrocchie che mi sono state affidate. Ho trovato persone accoglienti, generose e discrete che mi hanno fatto sentire subito a mio agio. L’ambiente dove abito, favorisce la preghiera e la meditazione; un contatto più vivo con il Signore! Ed io sto approfittando di questo tempo meraviglioso per impostare la mia vita sacerdotale; nella preghiera, nella lettura di libri di spiritualità, per non cadere nell’affanno delle cose da fare. Certamente avendo tre parrocchie, seppur piccole con circa 820 persone residenti, le cose da fare e problemi da risolvere ce ne sono. Ma non devo tralasciare ciò che è urgente; la cura della mia spiritualità. E’ ovvio che ogni parrocchia vorrebbe la mia presenza stabile, ma ciò non è possibile.

Mi sposto frequentemente da una parrocchia all’altra, nei vari centri o frazioni per la messa domenicale; aiutato da altri due o tre sacerdoti per la turnazione delle celebrazioni eucaristiche. Invece per la messa feriale celebro ogni giorno in un posto diverso; dal lunedì al venerdì! Ho deciso cosi perché mi aiuta ad avere uno spirito missionario e inoltre mi è più facile incontrare le persone avendo a che fare con un territorio assai esteso. Le occasioni per incontrare le persone rimane principalmente la messa domenicale, momento aggregativo, ma anche gite o feste di paese. Certamente l’evento del terremoto ha segnato la nostra esistenza. Alcune famiglie hanno ricevuto l’ordinanza di sgombro, in quanto la loro casa ha subito danni strutturali. Ad esempio, nel territorio del comune di Smerillo sono circa quaranta le persone che hanno dovuto cambiare abitazione. Le nostre chiese sono state tutte lesionate e rese inagibili. L’unica che era rimasta agibile l’Abbazia di San Ruffino, ma l’evento simico di fine ottobre l’ha resa inaccessibile.

La canonica dove abito è sotto il salone parrocchiale dove attualmente celebriamo a Montefalcone Appennino, hanno retto bene! I lavori, grazie al contributo del terremoto del 1997, sono stati fatti con perizia e intelligenza. Il terremoto certamente ha scosso la nostra fede un po’ tiepida, facendoci comprendere che la vita è breve e che noi siamo venuti al mondo senza nulla e ritorneremo a Dio senza portarci niente. Anche le chiese lesionate dal terremoto è stato un segno che ci ha fatto riflettere come comunità cristiana; ci ha indicato che la vera Chiesa siamo noi, pietre vive! Per questo siamo chiamati a dare testimonianza di fede, la quale deve rimanere salda! L’edificio fatto di pietre e di mattoni, invece, è il luogo per riunire la comunità cristiana; per celebrare e dare lode a Dio.

Vorrei concludere questo mio breve saluto con un passo della sacra scrittura, tratto dalla lettera di san Paolo ai Romani, dice cosi: Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica! Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto sta alla destra di Dio e intercede per noi! Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, il pericolo la spada? (Rm 8,33-35). Con queste parole dell’apostolo Paolo, cariche di speranza, Vi auguro un Buon Santo Natale e Buon Anno, con la convinzione che Lui non ci abbandona mai. Se saremo convinti di questo, allora anche il distacco dalle cose e dalle persone, sarà più facile da accettare perché avremo una comunione spirituale più forte con il Signore e tra di noi.

don Giordano De Angelis
Montefalcone Appennino, 17 dicembre 2016

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