La nota di Giuseppe Perugini: i senza tetti di San Ginesio

old_6fb08dd35a6180ee5fbc34d937b7a1e8Opera di grande affetto e sentimento da parte dell’Associazione culturale e ricreativa “punto d’incontro”, che ha organizzato una raccolta di denaro fra i suoi iscritti, utilizzato per comprare vari generi alimentari, recapitati al comune di San Ginesio. Città, come molte altre nelle Marche, messa in ginocchio dal sisma, che anche nella giornata di oggi ha messo in atto uno sciame con almeno quattro violente scosse sopra i 5.0 gradi della scala Richter. Giuseppe Perugini, presidente dell’Associazione, molto sensibile al problema, ci racconta questo grande gesto di generosità e solidarietà, aggiungendo qualche suo pensiero in merito.

“Caro direttore, ce l’hanno detto gli amici di San Ginesio: non ce ne andiamo, né ora né mai. Vi parliamo di gente normale a un tiro di schioppo dalle nostre case. Non sono pazzi e neppure degli irresponsabili. Ci hanno detto che è come se la loro terra avesse un tumore: la malattia si manifesta crudele, aggressiva, devastante. Ti mortifica, ti fiacca, ti debilita. Però la curi, la affronti, la combatti. Non ti arrendi. Pensi di averla sconfitta e lei torna quando meno te lo aspetti. La chiamano recidiva, ricaduta. E’ vigliacca, si manifesta più aggressiva della prima volta.

Il terremoto che ha colpito il Comune di San Ginesio si è comportato alla stessa maniera di un tumore: arriva, colpisce, costringe ad amputare pezzi della nostra storia maceratese e poi sembra che regredisca salvo tornare ancora con molti altri scossoni. Non sappiamo quando finirà. Questa è la verità. E allora? Allora si deve rimanere lì, a rammendare il paesaggio lacerato e a ricostruire. La storia e la vita non possono essere spazzati via da un terremoto. Eventi tragici come quello che stiamo esponendo ci chiamano semmai a una responsabilità ancora più alta, che investe chiunque del ruolo nobilissimo di farsi custode di una storia e di una memoria comune.

La nostra Associazione culturale e ricreativa “punto d’incontro” Rione Marche, con il prezioso apporto della Associazione UNITALSI, ha raccolto denaro dai suoi associati per comprare diversi viveri che poi abbiamo recapitato alla Comunità di San Ginesio al fine di sostenere, per qualche settimana, le circa cinquecento persone violentemente colpite dal sisma. La nostra azione di sostegno alimentare è stata commentata con nobili parole (vedi in fondo) dal Sindaco del Comune di San Ginesio Mario Scagnetti, vale a dire “Carissimi tutti, in questa situazione di emergenza che vede tutto il nostro territorio in difficoltà la vostra solidarietà dimostrata, ci onora: nulla vale di più del vostro gesto nato dal cuore …..”.

E’ illusorio e sbagliato pensare che mamma Stato potrà fare tutto, che la ricostruzione è un diritto. Lo è e deve esserlo, ad esempio: le strade, le scuole, gli edifici, dove si svolge la vita comune.

Ma iniziamo a dire che pensare al futuro significa accettare l’idea che ogni casa delle zone sismiche, almeno quelle ad altissimo rischio, deve essere assicurata contro il terremoto dopo averne verificata la staticità ed eventualmente avere fatto gli interventi necessari per la messa a norma. E’ chiaro che un marchigiano, un umbro, un abruzzese sarà penalizzato rispetto a un abitante della Lombardia o del Piemonte il quale, sulla base della mappa del rischio terremoti, non avrà necessità di stipulare la polizza. Come compensare questa disuguaglianza? E’ qui che lo Stato deve fare la sua parte: costa molto di più stanziare valanghe di euro per ricostruire piuttosto che garantire un credito d’imposta al 100 per cento, in altre parole la possibilità di pagare meno tasse, sul costo sostenuto per l’assicurazione. L’importo della polizza, in breve, viene totalmente rimborsato.

Ciò che stiamo sostenendo è il sunto di un meeting tecnico tenuto intorno a metà settembre del 2016 alla nostra sede con i nostri montecosaresi professionisti: Romina Pantanetti, Sauro Del Monte, Luca Conestà e Sandro Vallesi. Nel corso dell’incontro hanno dottamente illustrato una serie di tesi, tra le quali, appunto, quella di cui sopra. C’è poi l’altra ferita dolorosa, quella del patrimonio artistico. Che non significa solo recuperare opere d’arte o monumenti. Il restauro di affreschi e di chiese è parte costitutiva dell’essenza di un popolo, perché ne rappresenta la memoria. Il terremoto ha sfregiato pezzi di storia che non appartengono solo all’Italia ma all’umanità intera.

Rimettere in piedi queste meraviglie è importante tanto quanto ricostruire le case, perché sono il motore della ricchezza di quei luoghi: sono la prima fonte di reddito.

Ultima nota che è un suggerimento a bassa voce. Risulterebbe che a fine maggio di quest’anno l’Italia ospiterà il G7 e la sede pare essere stata indicata a Taormina (Sicilia). Saremo sotto gli occhi del mondo. E’ impossibile pensare di spostarla a Camerino, o a Norcia, ovvero a Visso o a Tolentino?”

lettera-del-comune-di-san-ginesio

Giuseppe Perugini

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