Al punto d’incontro Rione Marche si è parlato del Referendum costituzionale 2016

costituzione-350x230La nota di Giuseppe Perugini oggi riguarda la tavola rotonda che si è svolta al “punto d’incontro” Rione Marche, efficientissimo centro di aggregazione, socializzazione e cultura, avente per oggetto il “referendum costituzionale” che porterà gli italiani a votare, presumibilmente, entro fine anno. Alla tavola rotonda erano presenti due preparatissimi relatori, il dott. Marconi e il prof. Salerno, che hanno espresso con linguaggio semplice le opposte tesi del SI e del NO.

“La sera del 16 settembre scorso alla sede operativa dell’Associazione culturale e ricreativa “punto d’incontro” Rione Marche si è svolto una degna di esempio tavola rotonda avente a oggetto il “referendum costituzionale”. Va detto subito che il tema apprestato e spiegato dal Sindaco prof. Reano Malaisi con la compartecipazione del nostro efficiente associato Umberto Pancotto è stato di grande coinvolgimento.

Le esposizioni sviluppate dai due esimi relatori hanno catturato speciale attenzione sui presenti. Il dott. Giuseppe Marconi Presidente ANPI e il prof. Giulio M. Salerno, docente alla Facoltà di Giurisprudenza all’Università di Macerata hanno espresso le corrispondenti tesi con linearità e chiarezza, in altre parole da sicuri docenti.

Il tema è stato di grande attenzione anche perché è oggetto di questi nostri tempi: il “referendum costituzionale” sul quale, quasi certamente, saremo chiamati alle urne tra novembre e dicembre. Il disciplinatore prof. Reano Malaisi ha guidato con saggia maestria l’incontro: direi, senza ombra di smentita, in modo perfetto. Apprezzamenti perciò al nostro Sindaco. Egli ha approfondito i compiti dei due relatori con buonsenso e semplicità.

Lo scambio di opinioni dell’ordinato convegno espresse con chiare parole dai due stimati relatori, pur ammettendo il tema abbastanza complicato, è stato assai utile e particolarmente avvertito.

Chi aveva ragione tra i due relatori? La mia risposta è semplice: tutti e due.

Votare sì, votare no, non votare. L’amletico dubbio ammanta le menti, le coscienze e i cuori di molti di noi che non hanno ancora deciso come esprimersi quando saranno chiamati alle urne per approvare o bocciare la riforma costituzionale.

La velenosa e verbalmente violenta campagna che va avanti da mesi e che salirà di tono nell’approssimarsi dell’appuntamento, ha ossessioni di articolazione politica che oscurano la sostanza della riforma. Il dibattimento, già aspro, si è trasformato in un’ordalia, una conta degli italiani non sulla trasformazione del Senato, bensì sull’attuale governo.

Può darsi che la riforma sia pasteggiata. Il sistema di designazione dei nuovi senatori (sindaci e consiglieri regionali) non è per niente chiaro e da adito a diverse domande teoriche e pratiche, pur se la stessa riforma rimanda le norme a una successiva legge. Ove possibile, non sarebbe il caso di dire subito come si vuole procedere?

Un altro punto dolente è l’Italicum. Il premio sovradimensionato previsto per il vincitore assicura sì la governabilità, ma a danno e discapito della rappresentatività e della parità del voto.

Dal momento che la questione è assai problematica, sembrerebbe che sia stato deciso di nominare una mini-costituente avente il preciso compito di redigere una legge elettorale adatta al Paese, da introdurre poi nella nuova Costituzione unitamente alle norme per la composizione del Senato, in altre parole un edificante unico saldo, affidabile, condiviso e duraturo.

In questi giorni ho osservato che alcuni leader di grandi Paesi e prestigiose testate internazionali si esprimono a favore delle nostre riforme. Essi fanno riferimento alle concrete politiche di governo e non alla pasticciata composizione del nostro futuro Senato e alle sue disordinate competenze legislative o a una legge elettorale che, pur senza citare l’abnorme premio di maggioranza che può giungere quasi al raddoppio del numero dei seggi spettanti al partito vincente, conserva comunque lo scandalo delle candidature plurime e della nomina di circa metà del Parlamento da parte dei segretari di partito, sostanze per fortuna all’esame della Corte Costituzionale. Il mio modesto parere è quello di riportare il dibattito sui binari del merito senza scontri ideologici.

Sono sicuro che i concittadini presenti al convegno abbiano ben inteso i due esimi relatori. Andando a casa, ciascuno di noi ha dato avviamento a un’equilibrata valutazione riguardo alle misurate esposizioni espresse sia dal dott. Marconi sia dal prof. Salerno. Va osservato che la nostra tavola rotonda è stata opportuna e meditativa per tutti noi.

Finisco, rammentando il lodevole annuncio espresso dal nostro Sindaco prof. Reano Malaisi nei confronti di “punto d’incontro” Rione Marche e cioè che la nostra Associazione è l’unica del Paese che produce eventi culturali e formativi, opportuni e proporzionati per la cittadinanza”.

Giuseppe Perugini

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