Orgogliosi di appartenere alla Protezione Civile di Civitanova e Montecosaro

14281364_10207796383811028_1885533040_nHa un gruppo operativo di volontari, oltre che una sede, la Protezione Civile di Montecosaro. Volontari che hanno organizzato la loro sede nella vecchia scuola elementare di via Marconi, in cui appena entri noti subito alle pareti foto che sono per lo più ricordi, testimonianze per non dimenticare, per darsi la spinta a migliorare; respiri l’aria di chi, nella compostezza, ha voglia di fare; nell’ordine generale e nelle divise immacolate di chi tiene davvero a ciò cui si dedica, di chi è abituato a organizzare spazi, cose e persone.

Ad accogliermi Daniele Formentini, presidente dell’organizzazione, insieme a Daniele Pennacchioni, vice presidente, quasi impacciati. Non amano particolarmente stare sotto i riflettori, sono abituati a sporcarsi le mani, a intervenire, orgogliosi e fieri di un ruolo che hanno scelto per vocazione e di un gruppo che sperano di far conoscere meglio e allargare. Proviamo a sciogliere il ghiaccio invitandoli dunque a parlare di sé, insomma a raccontarci un po’ chi è la Protezione Civile e cosa fa. Subito Daniele Pennacchioni spiega che la Protezione Civile è un’organizzazione , un sistema istituito dallo stato per la tutela della popolazione e che raggruppa vari ambiti tra cui, ad esempio, il gruppo dei vigili del fuoco.

Nato negli anni novanta, compito principale e che conosciamo tutti è sicuramente quello di gestire le emergenze, ma essi si occupano anche di monitorare il territorio (esempio le condizioni di fossi, vegetazione etc), attraverso sopralluoghi seguiti poi da dettagliata relazione tecnica che inviano agli uffici comunali; fare attività di formazione degli iscritti; assistenza e sostegno alle associazioni in occasione di eventi (una delle attività attraverso cui si autofinanziano); ricerca persone scomparse (supporto nelle ricerche in luoghi ad esempio boschivi etc) e nel periodo estivo è stato fatto in passato anche avvistamento incendi boschivi.

Ma come si diventa membri di questo gruppo? “due sono i requisiti: volontà e disponibilità”, rispondono quasi in contemporanea i due rappresentanti dell’organizzazione. “Requisito base per partecipare alle attività è aver frequentato con noi il corso di sicurezza sul lavoro organizzato dalla regione e completamente gratuito, poi partono una serie di corsi per una formazione più specifica, sempre relativa all’ambito dell’attività svolta, tra cui, in particolare, operatori radio, personale per la logistica, ricerca dispersi etc. Si formano sempre più figure professionali che verranno poi richieste per la gestione di grandi emergenze come l’attuale di Amatrice da parte della Regione Marche.

Normalmente il responsabile della Protezione Civile è il sindaco, in casi di emergenze gestibili in loco. In caso di emergenze più gravi, sarà la Regione a chiamare di media entro quattro ore, le unità di supporto, come ad esempio è avvenuto per il territorio di Arquata del Tronto dove due dei nostri volontari, Leonardo Dezi e Claudio Meschini sono stati chiamati ad allestire il campo di accoglienza. Successivamente sono partite altre due squadre per la distribuzione di posti letto nel maceratese dove più di cento sono le famiglie sfollate, un quarto intervento fatto per la consegna delle donazioni e, da sabato scorso, abbiamo una unità operativa ad Arquata del Tronto per la gestione del campo.

Già pronto poi il calendario di tutti gli interventi tra cui (sabato prossimo 10 settembre) la seconda consegna dei beni raccolti per i quali vi invitiamo, se volete contribuire, a seguire le ultime indicazioni fornite circa le necessità (vedi articolo precedente). Mentre i ragazzi mi spiegano i meccanismi e le procedure da seguire, che in caso di emergenza sono fondamentali, si lasciano andare a ricordi e racconti: per entrambi l’esperienza più importante è sicuramente stata la prima volta che hanno partecipato ad un’emergenza.

Per Daniele Pennacchioni sicuramente l’alluvione del Po e la situazione creata dagli sciacalli nel sisma del 2009, ricorda con una nota di tristezza nella voce, impercettibile eppure ancora forte nella mente. Formentini invece ricorda la sua prima volta nel sisma del ’97 “da allora molte cose sono cambiate nel gestire le emergenze tanto che oggi le Marche e l’Italia tutta hanno la macchina più organizzata d’Europa”, dice con una certa nota di orgoglio.

Ma come si mantiene questo gruppo e quanti membri conta? “Il gruppo è ancora piccolo, circa una ventina di iscritti con i quali, oltre a formazione e attività proprie, organizziamo anche esercitazioni e riunioni in modo da mantenere sempre viva la partecipazione. Ci manteniamo attraverso le attività di supporto alle manifestazioni organizzate dai vari enti, attraverso le iscrizioni e le donazioni (le ultime detraibili per la dichiarazione dei redditi), ma la voglia di fare è tanta, come pure le idee e speriamo per questo di ampliare questo gruppo in modo da renderlo sempre più efficace e operativo”.

Nel frattempo ci raggiungono cittadini di Montecosaro per compilare la domanda di iscrizione al gruppo, li osservo spiegare con professionalità tutte le informazioni dettagliate. Rubo qualche scatto intanto che sono intenti a discutere delle attività da organizzare. Seduta sul divanetto li osservo e l’aria che si respira è quella di una grande famiglia, sul viso forse qualche comprensibile accenno di stanchezza. Tra i prossimi progetti, concludono Daniele e Daniele, la presentazione del piano definitivo di emergenza di Montecosaro, già presentato nella sua prima fase in occasione del ventennale e a breve ufficializzato e, ancora una volta l’invito ad andarli a trovare il giovedì dalle 21,30 alle 23,30 per chiunque volesse conoscerli più da vicino.

Meri Desideri

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