Giuseppe Perugini: Cinque criteri per fare centro

trovare-lavoro-romaCarissimo direttore, consentimi, cordialmente, questa introduzione di cortesia al tuo stimato giornale. Come già riferitoti via filo, da quasi due settimane sono a Montecosaro, prediletto Borgo Antico guardato attentamente anche dai miei di casa. Da quasi otto anni, cioè da quando sono andato in pensione, arrivavo al Paese a fine maggio. Quest’anno per una serie di ragioni inerenti alla salute di un familiare, sono venuto con ritardo. Di certo avremo modo di ritrovarci e passare insieme un po’ del tempo di questa stagione calda montecosarese. Il misurato contenuto di questa nota concerne alcune osservazioni sul lavoro, la cui insufficienza indebolisce e sfibra le nostre famiglie.

IMMAGINATE di alzarvi ogni mattina ed essere coscienti dell’identità della vostra essenza, di ciò che vi dà sostanza e vi rende solidi, ma anche fluidi a tal punto da essere flessibili e potervi adattare ai cambiamenti. Guardare attentamente ogni mattina questo riflesso intimo e riconoscerne il tratteggio vi permette di affrontare il mondo con maggiore coscienza e pieni di risorse.

Trovare un nuovo lavoro, perfezionare le proprie prestazioni, realizzare un sogno o avere una promozione sono risultati che molte persone cercano ancor prima di prendere consapevolezza del proprio scopo.

Faccio venire alla mente uno dei famosi ed espressivi pensieri: “… ciò che ottieni nel realizzare i tuoi obiettivi non è rilevante come ciò che diventerai dopo averli realizzati”. In altre parole, si può affermare che ciò che ottenete nel realizzare il vostro scopo non è importante come ciò che potreste essere mentre lo state inseguendo. Senza una nuova consapevolezza di sé, gli obiettivi che vi ponete rischiano di rimanere un vuoto da riempire. Una volta raggiunto un obiettivo ecco di nuovo il vuoto, e così di seguito. Più che una serie di obiettivi è più efficace dunque intraprendere una nuova direzione, alias un nuovo progetto di vita per un cambiamento duraturo.

Stabilire solamente un obiettivo, seppure importante, non sempre basta a dare un’impronta diversa alla propria vita, a evitare di ritrovarsi in situazioni analoghe, accertare una direzione e un nuovo progetto di vita, invece, innesca un cambiamento duraturo.

Se l’obiettivo non è collegato in modo significante con uno scopo, un fine ultimo, manca della forza propulsiva del mutamento, l’idea di un indirizzo da intraprendere, invece, permette di allargare le prospettive. Quando formulate uno scopo, puntate il focus su ciò che dovrete far capitare di diverso per dirigervi proprio lì, verso lo stato desiderato.

Il vissuto, l’emotività, le scosse ottenute dal rendere riconoscibile il vostro obiettivo rappresentano quel valore aggiunto che va perseguito come una mission personale. In altre parole, il modo di percorrere il sentiero è davvero importante nel cammino di sviluppo personale e professionale. La sfida creativa, la possibilità di continuare a imparare, l’orgoglio di portare a termine le cose, opportunità di aiutare gli altri o di insegnare loro qualcosa, ad esempio, sono alcune tra le fonti più espressive per mantenere alte le motivazioni verso uno scopo.

A questo riguardo ricordo che ricercatori dell‟intelligenza emotiva, all’incirca affermavano: “… le emozioni sono letteralmente ciò che ci spinge a perseguire i nostri obiettivi. Esse alimentano le motivazioni che, a loro volta, fanno da guida alla percezione e danno forma all’azione. Importanti opere, quindi, prendono le mosse da grandi emozioni”. Nel momento in cui si traccia la direzione e si progettano i relativi obiettivi, è indispensabile attivare alcune risorse interne che, in qualche modo, danno sapore a ciò che si desidera raggiungere.

Recuperando alcuni studi sull’intelligenza emotiva cui fui mosso a inizio anni ’70 allorquando raggiunsi la dirigenza in Montedison, ci sono alcuni elementi che fanno la differenza per mantenere la direzione verso il proprio scopo. Ogni meta ha bisogno almeno dei seguenti primari punti.

1°. Spinta alla realizzazione.
Scoprire in anticipo le fonti di gratificazione di uno scopo è un passo sostanziale per fornire alle azioni successive il giusto propellente. Alcuni accorgimenti aiutano ad alimentare lo stimolo verso la realizzazione di sé:

  • riuscire a stabilire obiettivi stimolanti, assumendosi al contempo rischi calcolati.
  • procurarsi informazioni per ridurre l’incertezza e trovare il modo migliore di fare le cose.
  • imparare a migliorare le proprie prestazioni.

2°. Ottimismo e iniziativa.
L’iniziativa e l’ottimismo sono stati studiati a lungo e, senza alcun dubbio, costituiscono fattori decisivi per coloro che riescono a spianare la strada verso la realizzazione dei propri scopi.
Anche gli ottimisti si scoraggiano, ma riescono a rendersene conto prontamente, cercano l‟appoggio nelle altre persone e trovano modi per riattivare le proprie energie. Incontrano ostacoli e difficoltà come tutti gli altri ma, invece di rinunciare ai propri obiettivi, cambiano rotta ogni volta che è necessario pur di avvicinarsi alla meta.
Per accompagnare il proprio scopo con entusiasmo e spirito d‟iniziative è opportuno:

  • cogliere anticipatamente le opportunità che l‟obiettivo può riservare,
  • decidere di perseguire comunque l‟obiettivo anche in presenza di ostacoli, limiti richieste esterne o insuccessi,
  • coinvolgere e mobilitare le altre persone necessarie al conseguimento dell’obiettivo.

3°. Condivisione degli obiettivi e della visione.
L’impegno e la capacità di condividere ideali e obiettivi con altre persone, o con un gruppo di lavoro, costituiscono aspetti motivazionali importanti che possono (devono) essere alimentati da specifiche azioni:

  • individuare gli aspetti di più ampia portata dell’obiettivo che riguardano l‟ambiente intorno a sé, il gruppo, l’organizzazione,
  • trovare uno scopo più elevato nella missione collettiva,
  • condividere i valori-cardine con altri.

4°. Ingredienti di successo.
Sviluppare la consapevolezza emotiva, a proposito della direzione che s’intende prendere, trasformare sensazioni e sentimenti in una sorta di radar interiore che guida dritti verso la meta, riconoscendo in anticipo gli effetti delle decisioni. Uno dei fattori chiave è prestare attenzione alle emozioni che suscita il proprio scopo, poiché ciò che si prova è una guida da esplorare, interpretare e valutare i diversi aspetti della direzione intrapresa. Quando decidete di vivere le vostre esperienze, portando ala luce le vostre attitudini, ricordate di:

  • conservare intatto o aumentare il senso di significato della vostra vita,
  • ricercare il sentimento di realizzazione,
  • fornire un contributo a qualcuno o a qualcosa,
  • fare qualcosa di energizzante,
  • soddisfare il senso di sfida,
  • appagare la creatività, il talento.

5°. Organizzazione.
Chi lavora con se stesso alla ricerca del proprio scopo per cambiare vita, trovare nuovi significati e realizzare qualcosa di diverso, ha necessità di far leva sui punti di forza e non sui punti deboli. Perciò, la pianificazione delle azioni deve essere flessibile: in altre parole consentire a ciascuno di predisporsi al futuro in modo diverso. Un metodo di “pianificazione” rigido può rivelarsi controproducente. I migliori piani d‟azione sono fattibili e articolati in fasi gestibili: se un piano non si adatta alla vita, allo stile personale, alle attitudini, ai valori dell‟individuo, viene abbandonato con facilità nell’arco di poche settimane o qualche mese. I piani che non si addicono allo stile di conoscenze personale, per di più sono demotivanti e ben presto non susciteranno più alcun interesse.

Giuseppe Perugini

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