La nota di Giuseppe Perugini: L’arte di ragionare a argomentare

criticalthinking-300x240Giuseppe d’estate è sempre a Montecosaro, d’inverno è a Milano ma, come potete notare, col pensiero rimane a Montecosaro, tanto è il suo legame con questo nostro straordinario paese e tanta la sua voglia di poter fare qualcosa o di essere utile in qualsiasi modo. Quando è a Montecosaro instancabilmente organizza eventi e incontri, quando è a Milano, per mantenere i contatti col nostro paese, invia interessantissimi articoli a Montecorriere che possano servire come spunto di discussione o come momento di riflessione. Prima di Natale mi ha voluto inviare un articolo che vuol essere un appello affinché sia ridata dignità e centralità all’arte del ragionare in quanto, fa notare, negli ultimi anni è stata relegata ad un ruolo secondario e trattata troppo con sufficienza, se non addirittura con fastidio.

“Caro Direttore, le tue cordiali introduzioni alle mie note di qualche tempo fa, pubblicate sul tuo giornale, m’invitano a sviluppare alcune osservazioni con riferimento ai manager che dovrebbero, secondo me, riscoprire l’importanza di una sottile arte o criterio di comunicazione. Faccio subito la seguente annotazione. Pur nella consapevolezza dei tanti anni di lavoro pensavo di avere sufficiente e rapportata conoscenza al fine di stendere la presente nota inerente, appunto, al tema dell’arte di ragionare e argomentare. Oggi, a bocce ferme, ripensandoci ancora una volta, mi rendo conto però che la svolgimento di questo tema non è agevole. Proverò, tuttavia, a scrivere le mie considerazioni a riguardo per le quali auspico (desidero) che i molti lettori di Montecorriere s’inseriscano, magari introducendo altri schemi o pensieri.

Ho sempre ritenuto che le Aziende e gli Enti sono luoghi nei quali l’arte del dire è fondamentale, per non dire vitale. Senza una presentazione come si deve non si convince nessuno. L’arte di riflettere e argomentare è qualcosa di più che l’arte di dire: è la più importante e potente cultura tecnologica. Il saperla padroneggiare permette ai più esperti di avere capacità performative enormemente superiori alla media. Di conseguenza, con la portata di ragionare e argomentare entrano in gioco l’efficacia, la creatività, la scaltrezza, il saper convincere e spingere all’azione, il motivare, il comprendere prima degli altri, il riuscire a districarsi anche in situazioni molteplici e complesse.

I criteri liberali sono dunque fondamenta su cui porre le competenze specialistiche: economiche, tecniche, informatiche, eccetera. Se non si è capaci di rendere attraenti i numeri, le previsioni non saranno credibili. Nella società della conoscenza in cui viviamo, aumenta l’esigenza di comunicare con efficacia e abilità, non solo persuadendo ma anche muovendo azione indicatrice e componendo pensieri convincenti. Se non si riesce a condividere una visione, anche la più accurata progettazione e pianificazione industriale, economica finanziaria, è perdente e bastonata.

Nel corso della mia vita lavorativa era chiaro che senza buone argomentazioni era quasi impossibile difendere il lavoro e i lavoratori. E senza una briciola di ambizione di condivisione, lavorare congiuntamente era un percorso per davvero a ostacoli. Ho rilevato che negli ultimi anni l’arte di ragionare e argomentare è stata dimenticata. Addirittura ha assunto caratteristiche negative, di sufficienza: “…. quanto sei retorico”, “…. che presuntuoso”, “…. si parla addosso, che affabulatore ….”.

Essere persuasivi, chiari ed efficaci non è una semplice questione di tecnica o di stile, dipende, in primis, dal saper riflettere e argomentare. Occorre ridare dignità e centralità al criterio e modo di ragionare e discutere levandone, prima di ogni altra cosa, l’alone di pomposità e di perbenismo caratteristico nel parlare comune. Ricordo bene le mie incombenza. Notti insonne e mattino prestissimo in Sede a ricontrollare i report e le relazioni dettagliate (concentrate in una pagina), per essere pronto e ordinato all’appuntamento alle ore otto con l’Alta Direzione. Tutto ciò aveva luogo ogni due settimane. Infine, va osservato (e chiudo) che in diverse circostanze è indispensabile possedere anche l’arte della negoziazione e della gestione delle “controversie”, scomponendo i contrappesi e sciogliere i conflitti, dando origine al consenso pur non possedendo leve retributive e di status”.

Giuseppe Perugini

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3 commenti to “La nota di Giuseppe Perugini: L’arte di ragionare a argomentare”

  1. Quello che scrive Giuseppe, è altamente condivisibile….. quello che in queste zone però manca, è una cultura di base mescolata con quella acquisita, in quanto fino a qualche anno fa ( periodo pre-crisi ) il pensiero prevalente è stato quello di lavorare, lavorare e ancora lavorare per farsi una posizione ( famiglia, casa, auto…. ); cose peraltro legittime ma che hanno relegato la maggior parte delle persone alla “coltivazione del proprio orticello”. Forse, dobbiamo ringraziare questa crisi ( me ne duole non poco solo doverlo menzionare ) , se abbiamo dato più spazio al tempo libero ( una prova è anche il nostro Punto di Incontro Rione Marche ), punto nel quale però non siamo riusciti nell’intento di far incontrare le generazioni. Questo, fondamentalmente è il cruccio di quanto sopra esposto dall’amico Giuseppe: se l’esperienza dell’anziano incontrasse la “freschezza” e la cultura (indotta e non ) delle nuove generazioni, si potrebbe veramente guardare al futuro con ottimismo …………………

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  2. Quanto scritto da Giuseppe Perugini, è ampiamente condivisibile; resta comunque il fatto che la realtà di questa parte del Paese Italia, è diversa da quella del nord come diversa è da quella del sud: fino a pochi anni fa ( periodo pre-crisi tanto per intenderci), la stragrande maggioranza delle persone si è dedicata alla “coltivazione del proprio orticello”, cioè ha lavorato, poi lavorato, poi ancora lavorato per crearsi delle cose materiali peraltro giuste e giustificabili ( una bella casa, una famiglia, belle auto, etc. ). Tutto questo, naturalmente a discapito della cultura personale e delle relazioni interpersonali. Da quando la crisi ha colpito il Paese e queste zone in particolare, ognuno ha sentito la necessità di occupare il proprio tempo libero in maniera piacevole e proficua ( dobbiamo forse ringraziare la crisi ?? ). La nostra organizzazione culturale e ricreativa “Punto d’Incontro Rione Marche” ( della quale il Sig, Perugini Giuseppe è il presidente ), nasce qualche anno fa proprio per questo e si prefigge come obiettivo più “alto” quello appunto di far incontrare le generazioni. Sicuramente se si riuscisse in questo, ognuna delle parti ( vecchia e nuova generazione), potrebbe crescere ed arricchirsi……..

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