“Dilettanti al potere” di Giuseppe Perugini

Per fare il politico bisogna essere mediocri o è la politica che rende mediocri anche le egregie persone? La risposta non è per nulla facile. Il mio sentimento tirerebbe, tuttavia, per la prima idea. Sarei in grado di riferire una striscia di soggetti politici che, ove fossero messi a capo di un’amministrazione condominiale, perfino di poco valore, sarebbero levati, ovvero scacciati per lampante incapacità. A inizio estate avevo redatto una nota avente a oggetto il Sindaco pro tempore di Roma, Ignazio Marino, pubblicata su il giornale Montecorriere.it (leggi l’articolo). Da allora, ho osservato che molte altre cose sono successe. Le condizioni generali della nostra Capitale a grandi linee ricondotte in quella mia nota estiva e le attuali, desunte dalla lettura di quotidiani e settimanali pare siano, in modo sostanziale, dello stesso tessuto.

Eppure, il governo ha nominato un nuovo Prefetto, cosiddetto super Sindaco, al quale ritengo siano state assegnate pure le incombenze sull’organizzazione del cinquantennale Anno Santo, ove è misurato l’arrivo di circa trenta milioni di visitatori. Mansioni tutte preoccupanti, molteplici e grevi. La speranza per il nostro bene e per quello della nostra bellissima Italia è di essere pronti, in assetto generale, allorquando avrà inizio il cinquantenario, vale a dire l’indulgenza plenaria.

Allora mi sono chiesto da cosa cala questa mia preoccupazione o pensiero? Discende dal fatto perché il Sindaco Ignazio Marino sta facendo pure adesso il giramondo. Egli, pur avendo fatto tre settimane di vacanze in agosto, trascorse in Texas, ai Caraibi e a New York ora, piuttosto che tormentarsi sui differenti e sovraccaricati temi di Roma Capitale, se ne torna ancora in vacanza, e va un’altra volta in America. Davvero faccio fatica a capire questo suo anomalo modo di agire. Forse immagina di essere un fenomeno assoluto, un sovrano degli aeroporti, un “piacione” viaggiatore.

Da quando è stato eletto Sindaco, egli ha già compiuto quindici viaggi all’estero: tre a Londra, sei negli USA, due a Parigi, poi Turchia, Arabia Saudita, Spagna e Svizzera. In proposito, andrebbe tuttavia osservato che nell’era di Internet e telefonini una personalità pubblica può lavorare collegata con i suoi interlocutori in tempo reale. E, visto la gravosità dei problemi di Roma senza alcuna interruzione, egli dovrebbe essere sempre e comunque allacciato al telefonino o al computer. In conseguenza di ciò, non sarebbe piuttosto ragionevole e produttivo che il Sindaco sia accomodato al suo ufficio, ovverosia alla sedia di lavoro, progettando e organizzando risoluzioni alle angosce che sovraccaricano il clima sociale di tre milioni e rotti di romani? Così operando, egli svolgerebbe la responsabilità di leadership o di primo cittadino. E’ verosimile che a lui non importi un fico secco?

In una scala gerarchica, ciascun sale fino a raggiungere il proprio livello di competenza. Sai fare bene una cosa sei incoraggiato e promosso. Sei bravo anche nella nuova posizione, fai un altro avanzamento di carriera e così via fino a ritrovarti in una posizione con compiti e responsabilità più grandi di te. A questo punto, non puoi più salire: sei arrivato al tuo livello d’incompetenza. Non vuoi ammetterlo e allora le tue giornate saranno come avere enormi macigni sullo stomaco. Ti fermi lì senza criterio e sei il manager sbagliato al posto sbagliato.

In politica succede sovente, in funzione del voto e delle dinamiche di cooptazione che il vero e autentico manager è oltrepassato, vale a dire saltato a piè pari. E’ così che i dilettanti al potere si trovano assurdamente al comando (ed enormi sassi sulla pancia) anche quando la loro scalata doveva essere troncata molto tempo prima. In qualsiasi modo, va detta un’altra cosa a difesa dei migliori politici. E, grazie al cielo, ne abbiamo diversi. Di essi, schiettamente, pur con i loro difetti, non riesco a immaginare che siano politici dilettanti e nemmeno persone mediocri. Ho il pensiero che sia la difficoltà delle sfide da affrontare che li fa manifestare tali. Sono sereno che siano politici affidabili e per bene, a parte, ovviamente, il Sindaco Ignazio Marino.

Giuseppe Perugini

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