L’AVVOCATO: Legge antisuicidi: la conosci?

L’Italia sotto la morsa del caldo e dei debiti. Non è un luogo comune e non è un’affermazione che desterà clamore quanto affermato sopra, gli Italiani non hanno più neanche gli occhi per piangere. Si intravede uno spiraglio, la luce in fondo al tunnel che si chiama “legge anti suicidi” in vigore dal 29 febbraio 2012, una procedura che pochi conoscono. Cerchiamo di analizzarla sinteticamente ma con chiarezza.

Intanto è una procedura finalizzata a eliminare il sovra indebitamento del debitore proponendo ai creditori un accordo di ristrutturazione e, per il consumatore privato vi è la possibilità di predisporre di un piano di ristrutturazione senza consenso del creditore. Tale meccanismo è volto alla riduzione di ogni forma di debito, quindi non solo con l’Equitalia. Vediamo quali sono i requisiti:

SOGGETTI DESTINATARI DELLA PROCEDURA

  • Lavoratori autonomi
  • Imprenditori agricoli
  • Enti non commerciali
  • Consumatori

Questi soggetti devono avere un attivo patrimoniale non superiore a € 300.000, ricavi lordi non superiori a € 200.000, debiti scaduti non superiori a € 500.000.

Sono esclusi i soggetti sottoposti ad altre procedure concorsuali (se si tratta di impresa), chi ha già utilizzato della legge nei 5 anni precedenti, la documentazione consegnata non consente la ricostruzione del debito.

REQUISITI

  • Revoca degli affidamenti bancari
  • Interruzione del debito bancario
  • Decreti ingiuntivi non opposti
  • Procedure esecutive in atto
  • Debiti erariali definitivamente accertati e in fase di riscossione

LA PROCEDURA IN POCHE MOSSE

Premesso che il meccanismo è controllato da un Giudice che verifica e omologa l’accordo finale e che evita l’insorgere di cause estremamente lunghe e costose.

  1. Il cittadino (o piccola impresa) deve presentare domanda al tribunale di residenza con allegate le dichiarazioni dei redditi degli ultimi 3 anni e degli atti di disposizione del patrimonio degli ultimi 5 anni, mentre le piccole imprese deve presentare le scritture contabili degli ultimi 3 anni di esercizi;
  2. Il Giudice verifica i requisiti di ammissibilità e fissa un termine di 120 giorni entro cui dovrà mettere il patrimonio del debitore “in sicurezza” ossina salvaguardarlo da azioni esecutive e sequestri conservativi;
  3. La valutazione passa a un organismo formato da avvocati e commercialisti, istituito presso la camera di commercio o enti locali (i professionisti riceveranno un compenso dal Ministero della Giustizia). L’organismo aiuterà le parti a raggiungere un accordo di ristrutturazione del debito;
  4. L’accordo una volta redatto passa al Giudice che ne verifica la correttezza formale e lo omologa.

Una legge questa che pochi conoscono ma che permette a un cittadino che non può dichiarare fallimento come se fosse una società, ma che può andare in tribunale e chiedere di essere assistito da un esperto contabile che lo aiuta a fare i conti con i creditori, banche comprese.

Avv. Elisa Marziali

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: