La Parrocchia San Lorenzo all’avanguardia con l’Archivio Digitale

La conservazione è un’esigenza di giustizia che noi, oggi, dobbiamo a coloro di cui siamo gli eredi. Il disinteresse è un’offesa ai nostri antenati e alla loro memoria. Dopo oltre un anno di lavoro, è stato finalmente portato a termine il progetto denominato “Archivio Parrocchiale Digitale” (APD), ideato e curato da Fabrizio Quattrini, responsabile dell’archivio della parrocchia San Lorenzo Martire, con la preziosissima collaborazione di Henry Perugini, di Guido Rapagnani e del civitanovese Eros Santoni.

Il lavoro è nato dall’esigenza di una più idonea conservazione degli antichi registri (i più antichi risalgono al 1570) e nello stesso tempo di una facilitazione nella fruizione degli stessi, togliendoli dalla consultazione diretta e ciò al fine di salvaguardarne l’integrità fisica. Rispettando quello che è il regolamento degli archivi ecclesiastici italiani e le indicazioni in materia, esso può essere così sintetizzato:

  1. Inventario;
  2. Identificazione dei registri canonici da restaurare;
  3. Digitalizzazione degli stessi;
  4. Studio e lo sviluppo di un software atto alla consultazione;
  5. Deposito del lavoro in parrocchia ed in Diocesi;
  6. Nuova e più idonea sistemazione dei registri.

La fase sicuramente più impegnativa e certosina, è stata quella della scansione a freddo delle singole pagine degli oltre 80 registri canonici della nostra parrocchia “S. Lorenzo Martire” e della soppressa “S. Giovanni B. e Lucia”. Per i registri di dimensioni maggiori siamo ricorsi alla riproduzione fotografica fatta con macchina digitale professionale ad alta risoluzione. Tutti i documenti sono stati digitalizzati su supporti ottici e magnetici e potranno essere consultati tramite computer, solo dal parroco, dal responsabile o dalle persone autorizzate, mentre gli antichi registri sono stati tutti trasferiti in un nuovo e più idoneo armadietto acquistato dalla parrocchia.

Come previsto dal regolamento, chiunque volesse accedere ai dati, dovrà fare formale richiesta su apposito modulo specificando il motivo della ricerca. Credo che la comunità parrocchiale tutta ed il sottoscritto debba essere grata al parroco don Giordano che ha sostenuto l’iniziativa e a quanti hanno portato avanti questo lavoro, con spirito di sacrificio, dedizione, pazienza ed umiltà, mettendo a disposizione il loro tempo e la loro professionalità al servizio della chiesa, della cultura e della cittadinanza tutta. E’ nostra intenzione poter presentare quanto prima il lavoro svolto sino a questo momento, con una conferenza da tenersi magari in occasione dell’inaugurazione dell’Auditorium Don Bosco.

Con questo ci auguriamo che la digitalizzazione del nostro archivio parrocchiale (forse unico modello nella nostra diocesi), possa costituire un piccolo, ma significativo esempio per la salvaguardia del patrimonio storico e culturale delle nostre parrocchie e dei nostri paesi e sia da sprone affinché anche l’archivio storico del comune di Montecosaro, possa quanto prima essere riordinato e riaperto alla consultazione.

Fabrizio Quattrini (Presidente Centro Studi Montecosaresi)
Tratto da “Il Lorenzino”

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