IL COMMERCIALISTA: Gli strumenti per i controlli fiscali

Da 1° febbraio 2014 il Fisco baserà i suoi controlli anche sui dati contenuti nella Super Anagrafe dei conti correnti, la quale quindi si aggiunge agli altri due strumenti già a disposizione dell’Amministrazione Finanziaria: Redditometro e Spesometro. Attraversa l’Anagrafe dei conti correnti, il Fisco sarà in grado di controllare i movimenti bancari (dall’anno 2011), quali bonifici, pagamenti, accrediti, saldi di inizio e fine anno, investimenti, disinvestimenti, accessi alle cassette di sicurezza, utilizzo delle carte di credito e di debito…allo scopo di individuare chi dichiara molto meno di quanto guadagna e spende in realtà.

Il Redditometro, invece è lo strumento a disposizione del Fisco che intercetta le spese sostenute dal cittadino, le confronta con i redditi dichiarati e ne analizza lo scostamento. Qualora il reddito accertato superi il 20% rispetto a quanto dichiarato, l’Agenzia delle Entrate interviene con un accertamento induttivo e il contribuente sarà chiamato a dimostrare con quali redditi siano state sostenute le spese accertate. Il redditometro 2014 può riguardare i redditi sin dal 2009.

Lo Spesometro consente la tracciabilità delle spese. Dal 2011, infatti, l’obbligo di comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto per le quali è previsto l’obbligo di emissione della fattura è assolto con la trasmissione, per ciascun cliente e fornitore, dell’importo di tutte le operazioni attive e passive effettuate. Per le sole operazioni per le quali non è previsto l’obbligo di emissione della fattura la comunicazione telematica deve essere effettuata qualora le operazioni stesse siano di importo non inferiore ad euro 3.600, comprensivo dell’imposta sul valore aggiunto.

Monitorando tali spese e consumi l’Agenzia delle Entrate potrà confrontare il tenore di vita dei contribuenti con quello che dichiarano. Davanti alla incongruenze scatteranno gli accertamenti.

Il Fisco non controllerà quindi solo le posizioni dei singoli contribuenti, confrontando il loro reale tenore di vita con quanto dichiarato, ma elaborerà anche un identikit delle aziende.

In conclusione, i dati ricavati dall’Anagrafe dei conti correnti, incrociati con le informazioni ricavate dalle comunicazioni relative allo Spesometro e dal Redditometro serviranno, o meglio, dovrebbero servire, per combattere la piaga italiana dell’evasione fiscale.

In merito, si è già pronunciata la Corte dei Conti l’estate scorsa bocciando lo Spesometro: la rilevazione sistematica delle operazioni verso i consumatori finali di importo pari o maggiore a 3.600 euro secondo la magistratura contabile può avere piuttosto effetti negativi sui consumi e aumentare la propensione a fare acquisti di beni e servizi in nero.

Claudia Marziali

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