CUCINARE LOW COST: Ravioli ricotta e cozze

1800901_10201732349058231_538662888_nBen trovati di nuovo qui su Montecorriere. Rieccomi nel riproporvi un primo piatto e non solo, semplice preparato e realizzato. Incuriosito da una ricettina postata dal Gambero Rosso, mi sono riproposto di rifarla e capire se effettivamente alcuni ingredienti nello stesso piatto potevano coesistere. L’obiettivo, continuo sempre nel ricordarlo, è quello di poter mangiare a tavola in quattro persone spendendo un cifra indicativa di 10 euro se non meno, non comprendendo in questo caso il vino.

Oggi ho rivolto l’attenzione ai ravioli alla ricotta e alle cozze. Diciamo pure che accostare la ricotta alla cozza è cosa ardita, per me comunque è stato un gradevole e piacevole esperimento da mettere sotto i “denti”. La cosa maggiormente “impegnativa” è stata la pulizia delle cozze, prima passate in pentola per farle aprire e poi la pulizia dello “stoppino” e di qualche resto sul bivalve.

INGREDIENTI:

  • 1 kg di cozze: 2.5 euro
  • 500 gr di ravioli: 5.9 euro
  • 2 granchi: 0.5 euro (ma me li son fatti dare gratis alla pescheria)
  • passata di pomodoro: 1 euro circa
  • un paio di spicchietti di cipolla, olio pepe nero

AI FORNELLI:

Preparo il sugo al pomodoro soffriggendo la cipolla con olio e un pizzico di sale, aggiungo poi la passata di pomodoro e i granchi da cuocere in due tempi, visto che le cozze sono già “lessate”. Metto il tutto nella pentola aggiungendo 1 cucchiaio di brandy. Negli ultimi 5 minuti utilizzerò una piccola parte di questo, sia come condimento per la pasta, sia come secondo. Pentola per l’acqua già preparata ed in ebollizione, non resta che aggiungere i ravioli altri 3 minuti e ci siamo. Durante la preparazione del piatto a tavola ho aggiunto una “spolverata” di pepe nero. Buon appetito.

VINO DA ABBINARE:

Per questo piatto realizzato con pesce “povero” la mia idea è di utilizzare un vino sempre e comunque autoctono, un bel bianco. Il mio pensiero è rivolto ad un verdicchio in questo caso di Jesi, che è stata la prima docg “bianca” delle Marche e che secondo alcuni tra i più importanti addetti del settore vitivinicolo e non solo, ha le giuste caratteristiche per essere considerato uno tra le più importanti (forse già lo è) realtà bianche a livello mondiale. L’etichetta da me scelta, per il piatto di cui sopra è il Verdicchio “Albiano” dell’azienda Marotti Campi. Un verdicchio che rispecchia le principali caratteristiche di questo vitigno, che va dal colore, giallo paglierino, ai sentori di fiori (acacia) e frutta (mela e mandorla) al naso e che da ultimo in bocca è sapido e fruttato. Aggiungo che l’Albiano si trova in commercio intorno ai 5 euro a btg e rappresenta un buon, se non ottimo, compromesso qualità prezzo per questa tipologia di vino. Alla prossima.

Simone Carassai

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