Montecosaro che ispira versi

Poesia dell’infinito … come l’amicizia infinita … come il voler stare insieme infinito …. sono stati due giorni in cui le parole e le azioni si sono fatte compagnia… e la poesia ha dato all’amicizia un valore nuovo. Sabato 16 marzo, presso il Teatro delle Logge di Montecosaro, si è svolta la Prima Edizione Nazionale di “Sognando l’Infinito”, tributo a Giacomo Leopardi, evento culturale che nasce con l’intento di omaggiare, nella giornata mondiale della poesia, un grande poeta del passato: Giacomo Leopardi e, al contempo, di promuovere e divulgare la poesia italiana contemporanea. A seguire tre poesie dedicate a Montecosaro, una del nostro paesano Roberto Ioannilli e le altre due di poeti ospiti della manifestazione:

SENTENDO MONTECOSARO

Si scende con l’occhio e l’anima sale,
Valli di mezzo
Un paese e la quiete,
sguardi d’un vivere sano.
Tre torri dal basso,
dall’alto nei campi,
l’infinito, il Chienti … poi il mare.
D’argilla i mattoni e le mani.
Il monte Vettore si scaglia
dove gli occhi perdono spazi.
La piazza, il comune,
dal Cassero
il Conero a destra,
Leopardi a sinistra.
Son strade di pietra,
di sassi, di passi,
d’arate terre.
Mia gente, calore, mia terra,
mia in quello che sento,
del fare di tutti
per un mondo migliore.

Roberto Ioannilli

L’ATTIMO
(dedicata al mio soggiorno a Montecosaro)

Non conosco
la pace
se non quella
del tuo sguardo,
alimenta la voce
del suono
e nell’attimo
vivo l’eterno

Rosa Fiengo

L’INFINITO ATTENDE IL SUO NULLA – Storia di uno scatto
(dedicata a Montecosaro)

L’attimo in cui decidiamo la vita di un’ immagine, lo intuiamo ciecamente, perchè le immagini oltre ad avere un linguaggio, hanno una gestualità, un loro tempo, e il loro momento è ben preciso.
E’ un gesto dell’occhio, dove l’occhio stesso vorrebbe abbracciare, esprimere, svuotarsi, dare alla realtà, altra sopportazione alla sensazione dell’infinito che proviamo.
Vi sono immagini subconscie che dialogano tra loro, e quelle stesse immagini dialogano con le immagini che percepiamo nella realtà.
Vi sono oggetti che “respirano”.. che sembrano altri oggetti, si assomigliano ma sono diversi.
Le immagini hanno parole e le parole escono dal silenzio. Sono silenzi assorti che raccontano l’anima delle cose, raccontano il desiderio delle parole, le parole vorrebbero diventare musica, i versi i colori del bianco e del nero nell’inchiostro….”
(Poeti) …Fare poesia significa sedersi accanto ai propri maestri e colloquiare con loro.
Umilmente cercare un approdo alla visione del momento e dell’attimo.
Accarezzare quel sorriso del cuore, quel tono di una parola, che può liberare altri gesti e altri viaggi.
Così, come un nonno che tiene per mano il proprio nipote, vorrei poter giocare con loro, chiedendo al loro silenzio di dipanare una storia , la storia o la favola assassina di un tempo nel quale, quasi sempre, ci accorgiamo di vivere inadatti o stranieri al tutto che invade con mille e più significati, il significato dell’anima.

Gianluca Regondi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.